Legittima difesa, il M5S cerca di ammorbidire il ddl della Lega

Il M5S ha presentato tre emendamenti per ammorbidire il ddl sulla legittima difesa presentato in Senato dalla Lega.

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Tensioni al Senato tra Movimento 5 Stelle e Lega sulla legittima difesa. Durante la discussione in commissione Giustizia di ieri, il M5S ha depositato tre emendamenti che depotenziano il provvedimento voluto dal Carroccio. Nello specifico, le modifiche richieste dai pentastellati (presentate dal senatore Francesco Urraro) limiterebbero quella parte di testo che prevede la non punibilità in caso di «stato di grave turbamento derivante dalla situazione di pericolo». Se l’emendamento in questione dovesse essere approvato, il grave turbamento non sarebbe condizione sufficiente per il riconoscimento della legittima difesa.

Non solo. Il provvedimento in discussione al Senato prevede la legittimità della difesa per chi respinga «l’intrusione posta in essere con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone». Per il Movimento 5 Stelle, tuttavia, si tratta di una impostazione troppo permissiva e generica. Gli emendamenti presentati, invece, parlano più precisamente di «violenza alla persona» nel tentativo di dare dei confini più stringenti e cogenti alla norma.

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La riforma della legittima difesa è stato uno dei cavalli di battaglia della Lega, specie in seguito al tentativo di intervenire in tal senso del precedente governo. Nelle intenzioni del Carroccio la difesa deve essere considerata sempre legittima nel caso in cui si respinga l’ingresso o l’intrusione avvenuta «mediante effrazione o contro la volontà del proprietario o di chi ha la legittima disponibilità dell’immobile, con violenza o minaccia di uso di armi da parte di una o più persone, con violazione del domicilio di cui all’articolo 614, primo e secondo comma, ovvero in ogni altro luogo ove sia esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale».

In questo modo, il provvedimento si propone di superare la discrezionalità dei giudici nella valutazione della proporzionalità degli atti compiuti dall’aggressore e dal cittadino aggredito, arrivando a considerare sempre legittima la difesa da parte di quest’ultimo.

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Redazione La Clessidra

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