È tensione tra M5S e Lega sulla Pedemontana Veneta

Dopo la Tav, un’altra opera pubblica è al centro delle frizioni tra Movimento 5 Stelle e Lega. Si tratta della Pedemontana Veneta, sulla cui sostenibilità economica il ministro delle Infrastrutture (e la Corte dei Conti) chiedono chiarimenti.

Pedemontana Veneta

Foto: Accadeinzona.it

Ancora tensioni nell’esecutivo tra Movimento 5 Stelle e Lega. Oggetto del contendere, come già avvenuto in passato per la Tav, un’altra opera pubblica: la Pedemontana Veneta. Si tratta di una superstrada a pagamento, del costo di quasi 13 miliardi di euro, che dovrebbe collegare Montecchio Maggiore a Spresiano, nel nord-est del Paese.

I lavori sono partiti nel novembre 2011 e avrebbero dovuto concludersi nel 2017. A oggi, invece, si è ancora ben lontani dalla fine dell’opera. Sulla Pedemontana Veneta sono infatti emerse una serie di problematiche legate ai finanziamenti che ne hanno rallentato la costruzione, il cui termine è previsto ora per il 2020. La stessa Corte dei Conti è intervenuta per chiedere chiarimenti su spesa, fattibilità e controlli della superstrada, i cui costi rischiano di essere insormontabili: ben 100 milioni di euro al chilometro, per un totale di 13 miliardi.

La Pedemontana non risulta inserita tra le opere pubbliche da sottoporre alla rigorosa analisi del rapporto costi-benefici che il ministero delle Infrastrutture, come da contratto di governo, intende portare avanti. Assenza, questa, che il presidente della Regione Veneto Zaia ha considerato come un via libera da parte dell’esecutivo alla conclusione della superstrada.

Il ministro Toninelli si è visto costretto a intervenire per raffreddare gli animi degli alleati di governo. In una nota, il ministro delle Infrastrutture ha smentito di aver dato l’autorizzazione a procedere con i lavori. «L’infrastruttura è sotto la responsabilità del concedente Regione Veneto e l’elenco delle opere sottoposte all’analisi costi-benefici non è esaustivo», si legge.

A preoccupare Toninelli è soprattutto la sostenibilità finanziaria dell’opera. «La Pedemontana – prosegue la nota – mi preoccupa rispetto al suo livello di sostenibilità finanziaria, sia in termini di costruzione che di gestione e non vorrei che ci fossero, per il concessionario, condizioni di favore ancora maggiori rispetto a quelle che il Governo sta cercando di modificare in relazione ad altre convenzioni autostradali». Forte anche delle obiezioni mosse dalla Corte dei Conti, ha concluso, il ministero «approfondirà con attenzione le richieste di chiarimenti per la parte di propria competenza, ma al tempo stesso aspettiamo le controdeduzioni della Regione Veneto».

Alle parole di Toninelli ha quindi risposto lo stesso Zaia. «Noi abbiamo salvato quest’ora», ha dichiarato. «Lo abbiamo fatto in totale trasparenza coinvolgendo la Corte dei Conti, l’Autorità nazionale anticorruzione, l’Avvocatura dello Stato». Quanto alle criticità sollevate dal ministro, secondo il governatore del Veneto sono del tutto infondate. «Abbiamo sempre reso pubblici i dati della Pedemontana. Sono online, chiunque li può vedere. Per qualsiasi dubbio siamo disponibili, non ci fanno paura le verifiche. Però questa non può diventare un’agonia. Se c’è da fare qualcosa siamo qui, ma a un certo punto bisogna anche porre la parola fine».

Tutte le promesse di Danilo Toninelli

 

Daniele

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