La Commissione Europea chiede al governo di modificare la manovra finanziaria

Nella lettera inviata al ministro Tria sulla manovra finanziaria italiana, la Commissione Europea esprime serie preoccupazioni per lo sforamento «senza precedenti» e per la «violazione grave e manifesta» degli obblighi concordati nel Patto di stabilità.

manovra finanziaria

Foto: Il Post

Per il governo quella di ieri è stata una giornata difficile. Oltre alle tensioni interne sulla pace fiscale, l’esecutivo ha dovuto fronteggiare la brusca impennata dello spread (che ha toccato quota 340), il taglio di rating da parte di Moody’s e la sostanziale bocciatura della manovra da parte della Commissione Europea.

La lettera firmata da Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici non lascia grandi margini al governo italiano. La manovra finanziaria che l’Italia ha presentato all’UE, si legge, rappresenta «una violazione grave e manifesta delle raccomandazioni adottate dal Consiglio ai sensi del Patto di stabilità» per il 2019, nonché «motivo di seria preoccupazione per la Commissione Europea».

Più nello specifico, la Commissione sottolinea come le previsioni di spesa italiane sforino i parametri stabiliti in maniera comune in UE in un modo che non ha «precedenti nella storia del Patto di Stabilità e Crescita». Il che solleva forti dubbi sulla effettiva possibilità di ridurre il debito pubblico, allontanando il nostro Paese dal «rispetto ella regola di riduzione del debito concordata tra tutti gli Stati membri, la quale richiede una costante riduzione del debito pubblico verso la soglia del 60% del PIL».

A questo deve aggiungersi il fatto che «le previsioni macroeconomiche sottostanti il progetto di bilancio dell’Italia non sono state validate dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB), l’organismo indipendente di monitoraggio fiscale in Italia. Ciò sembra in contrasto con l’esplicito dispositivo del Regolamento 473/2013, ai sensi del quale le previsioni macroeconomiche devono essere elaborate o validate da un organismo indipendente».

Per tutti questi motivi, la manovra finanziaria che l’Italia vorrebbe approvare configura «un’inosservanza particolarmente grave degli obblighi di politica finanziaria definiti nel Patto di Stabilità e Crescita». La Commissione chiede quindi al governo italiano di fornire le sue osservazioni entro lunedì 22 ottobre alle ore 12. Qualora l’esecutivo proseguisse sulla sua strada, l’Italia rischia che venga aperta una procedura di infrazione da parte della UE.

A nulla sono valse le spiegazioni fornite dal premier Conte al vertice europeo di giovedì. Pur assicurando che non ci sia nessun pregiudizio negativo verso il governo italiano, infatti, Jean Claude Juncker ha ribadito che l’Unione non intende fare sconti al nostro Paese. «Useremo con l’Italia la stessa flessibilità e lo stesso rigore degli altri Paesi», ha dichiarato. «Alcuni colleghi hanno detto che non vogliono aggiungere flessibilità alle flessibilità esistenti. E non è nostra intenzione procedere in questo senso».

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Daniele

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