Accordo raggiunto sulla pace fiscale. Ecco come cambia il decreto

Via lo scudo fiscale e la non punibilità dei reati di riciclaggio e autoriciclaggio. Tetto della pace fiscale fissato a 100 mila euro e non più a 500 mila. Queste le principali modifiche al decreto fiscale dopo il Cdm straordinario di sabato.

pace fiscale

Foto: Quotidiano.net

Dopo giornate di tensioni tra Movimento 5 Stelle e Lega, le due forze politiche di governo hanno trovato un accordo sulla pace fiscale. La svolta decisiva si è avuta sabato 20 ottobre, nel corso del consiglio dei Ministri straordinario indetto dal premier Conte dopo che Di Maio aveva denunciato un tentativo di modifica non concordata del decreto approvato lo scorso lunedì.

Come riporta Agi, al testo del decreto fiscale sono state stralciate ampie parti dell’articolo 9. Nello specifico, non sarà possibile presentare la dichiarazione integrativa per i beni e le attività finanziarie detenute all’estero. Eliminata anche la non punibilità dei reati di riciclaggio e atuoriciclaggio contenuta nella bozza contestata da Di Maio.

L’ultima modifica sostanziale riguarda il tetto della pace fiscale. La norma contestata prevedeva infatti una soglia di 100 mila euro sull’integrazione degli imponibili, non superiore al 30% del dichiarato, per singola imposta da sanare e per periodo d’imposta dal 2013 al 2016. In questo modo, il tetto complessivo sarebbe arrivato a 500 mila euro. Il testo approvato sabato mantiene il tetto a 100 mila euro, che varrà per ogni anno di imposta e non per singola imposta. Di conseguenza non sarà più cumulabile. 

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Per il resto, il decreto fiscale dovrebbe rimanere identico. Confermata quindi l’aliquota del 20% sugli importi da far emergere. Quanto all’Iva, si procederà con il calcolo dell’aliquota media risultante dal rapporto tra l’imposta relativa alle operazioni imponibili, diminuita di quella relativa alle cessioni di beni ammortizzabili, e il volume d’affari dichiarato, tenuto conto dei regimi speciali esistenti. Confermato anche lo stralcio delle cartelle sotto i 1000 euro cumulate tra il 2000 e il 2010, la rottamazione ter e il contenzioso tributario.

Il premier Conte ha poi spiegato il caso della “manina”, confermando di fatto la versione di Di Maio. «L’articolo 9 – ha spiegato Conte – è stato redatto nel corso di svolgimento del Cdm. Mi è stato portato un foglio e si tratta di norme complesse. Ho preferito quindi io stesso riassumere i termini dell’accordo politico e non enunciare l’articolo parola per parola che, comunque, non avrebbe chiarito. Ci siamo riservati di valutare se la traduzione tecnica esaudisse l’accordo politico raggiunto. Quando siamo andati a confrontare abbiamo visto che la traduzione tecnica non rispecchiava l’intesa politica».

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Daniele

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