Tav, il Comune di Torino potrebbe chiedere il blocco dei fondi al governo

Il Comune di Torino potrebbe chiedere al governo di destinare i fondi della Tav alla viabilità del territorio. Così facendo, il M5S tenterebbe di bloccare i lavori dell’alta velocità Torino-Lione dopo il passo indietro su Tap. Allo stesso tempo Di Maio starebbe cercando la soluzione di compromesso con Salvini: a rischio la tenuta stessa dell’esecutivo.

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Mentre ancora infuriano le polemiche per la giravolta del M5S su Tap, il partito di maggioranza relativa cerca di restare fedele alle promesse fatte in campagna elettorale su Tav. E lo fa attraverso la sindaca di Torino Chiara Appendino. Proprio oggi il Comune dovrebbe votare un ordine del giorno con il quale si chiede all’esecutivo di destinare i soldi dell’alta velocità Torino-Lione alla viabilità del territorio. Così facendo, Torino potrebbe sfilarsi dall’accordo stipulato anni fa con Lione e avviare un lungo e complesso procedimento per congelare i lavori.

Come ricordato da La Stampa, si tratta di una possibilità che non ha alcuna ricaduta immediata, ma che avrebbe una forte valenza simbolica. Contro la scelta dell’amministrazione pentastellata tutte le categorie economiche torinesi: Api, Unione Industriale, Amma, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Ance, Confapi. «L’approvazione – spiegano i presidenti delle Associazioni d’impresa – sarebbe un atto gravissimo dal punto di vista politico e istituzionale. Significherebbe dire no a un territorio aperto all’Europa, più competitivo e più efficiente. Non è possibile tarpare così le possibilità di crescita del nostro sistema economico. La Torino-Lione non è un capriccio di pochi, ma un investimento per il futuro di tutti».

Di Maio sa bene che, dopo Tap, la credibilità del M5S agli occhi di una parte dei militanti è in pericolo. Ecco perché, spiega ancora il quotidiano piemontese, il leader pentastellato si sarebbe rivolto a Matteo Salvini, alleato di governo e sostenitore della Torino-Lione. Oltre al nodo manovra, durante l’incontro svoltosi a Palazzo Chigi i due vicepremier avrebbero discusso proprio della strategia da adottare sulla Tav. Del resto, avrebbe spiegato Di Maio, l’insurrezione dei comitati No Tav contro il M5S potrebbe avere delle ricadute sulla stessa tenuta del governo.

Il leader della Lega si sarebbe detto disposto a prendere tempo per trovare una soluzione di compromesso. «Non dico sì o no per aiutare politicamente qualcuno», ha dichiarato. «La mia posizione è: se serve si fa. La Lega non ha posizioni preconcette, facciamo le cose che servono a prescindere da quello che si è detto o si è promesso».

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Redazione La Clessidra

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