Rai, confermati i nuovi direttori dei Tg proposti da M5S e Lega

Tg1 e Tg3 al M5S. Tg2, Tgr e Gr alla Lega. Una vera e propria lottizzazione politica che non ha niente da invidiare ai precedenti governi. E tanti saluti alla promessa di una Rai indipendente dalla politica e dai partiti.

direttori dei tg

Foto: Polisemantica

Mercoledì 31 ottobre il consiglio di amministrazione Rai ha nominato i nuovi direttori dei tg proposti il giorno precedente dall’AD Fabrizio Salini. Si tratta di Giuseppe Carboni (Tg1), Gennaro Sangiuliano (Tg2), Giuseppina Paterniti (Tg3), Luca Mazzà (Gr) e Alessandro Casarin (Tgr). Restano ancora da definire, invece, le guide delle reti generaliste nonché di RaiSport e RaiNews.

Chi sono i neo-direttori?

Giuseppe Carboni (57 anni), è entrato in Rai nel 1981 e nel 2012 si è guadagnato la qualifica di caporedattore, con l’incarico di realizzare servizi dal Parlamento. Da giornalista ha seguito il Movimento 5 Stelle fin dall’inizio ed è ormai certo che siano stati proprio i pentastellati a fare il suo nome a Salini.

Gennaro Sangiuliano (56 anni) ha collaborato con il quotidiano “L’Indipendente” e ha diretto il quotidiano “Roma”. Ha quindi collaborato con “Il Giornale” ed è stato capo della redazione romana di “Libero”. Dal 2009 è stato vicedirettore del Tg1. In gioventù è stato consigliere circoscrizionale del Msi al quartiere Soccavo di Napoli.

Giuseppina Paterniti (62 anni) dal 2008 al 2015 è stata caporedattore e corrispondente da Bruxelles. Dal 2015 è tornata a Roma e, per brevi periodi, è stata direttrice di Tgr Toscana, Tgr Molise e Tgr Lazio. Il suo nome è stato proposto dal M5S.

Luca Mazzà (56 anni) è entrato in Rai nel 1991 come redattore del Giornale Radio, per poi passare al Tg3 (che ha guidato dal 2016). Stando a quanto riporta Repubblica, il giornalista è in buoni rapporti con la Lega.

Alessandro Casarin (60 anni), viene assunto in Rai nel 1987. Nel 2001 è diventato vicedirettore del Tg3 e nel 2002 del Tgr. Viene indicato come giornalista in quota Lega.

Come si vede, dunque, le personalità che per i prossimi anni guideranno i Tg Rai sono state scelte secondo le tradizionali logiche della lottizzazione politica: Tg1 e Tg3 sono in area M5S, Tg2, Tgr e Gr in area Lega. Alle opposizioni non resta niente e difficilmente le cose potranno cambiare con i nuovi direttori di rete.

Insomma: anche il nuovo governo prosegue con la solita pratica della spartizione di tg e reti della tv pubblica, in barba alle parole di Di Maio e Fico che promettevano la «fine dell’interferenza politica» e la cacciata dei partiti dalla Rai. Promessa, questa, presente anche all’articolo 26 del contratto di governo, che recita: «Per quanto riguarda la gestione del servizio radio televisivo pubblico intendiamo adottare linee guida di gestione improntate alla maggiore trasparenza, all’eliminazione della lottizzazione politica e alla promozione della meritocrazia nonché alla valorizzazione delle risorse professionali di cui l’azienda già dispone». E che, almeno per ora, sembra destinata a rimanere disattesa.

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Redazione La Clessidra

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