Blocco della prescrizione, il M5S presenta l’emendamento al ddl Anticorruzione

L’emendamento prevede il blocco della prescrizione dopo il primo grado di giudizio. Ma la Lega frena: «Norma non concordata né discussa». Per l’Unione delle camere penali si tratta di una riforma «dall’inaudita gravità» in aperto contrasto con l’art. 111 della Costituzione.

blocco della prescrizione

Come annunciato dal ministro Bonafede, lo scorso 31 ottobre in commissione Giustizia alla Camera è stato presentato un emendamento al ddl Anticorruzione contenente il blocco della prescrizione. L’obiettivo è fermare la prescrizione dopo il primo grado di giudizio, così da ridurre il numero di archiviazioni dovute ai tempi lenti della giustizia italiana. Il ministro ha precisato che «si aprirà un confronto con tutte le forze politiche, ma è già un buon segnale quello del lavoro concertato, perché poi quando si parla di giustizia pensiamo che i nostri riferimenti possano essere i giudici o gli avvocati, ma in realtà i veri giudici della giustizia sono i cittadini».

Positivo il commento del M5S. Secondo il capogruppo in commissione Giustizia alla Camera Angela Salafia, «con lo stop alla prescrizione dopo il primo grado di giudizio avremo finalmente pene certe e giustizia concreta. La proposta del ministro Bonafede, insieme a quella sulle norme anti-corruzione, ha una portata davvero epocale. È una delle battaglie storiche del Movimento, e siamo a un passo da un traguardo importantissimo per il Paese». Il Sentore Mario Giarrusso ha poi aggiunto: «Per i furbetti non c’è più speranza. I delinquenti non potranno più contare sulle lungaggini processuali per salvarsi. Senza prescrizione, chi sbaglia paga. Troppe volte abbiamo assistito allo scempio della giustizia, con imputati condannati in primo grado che l’hanno fatta franca solamente perché il tempo per giudicarli era ‘scaduto’. Con la nostra riforma i criminali non saranno mai più salvati dalla campanella

L’effettiva approvazione dell’emendamento è però tutta da verificare. La Lega sembra infatti decisa a contestare la norma e ad escluderla dal testo finale della legge. «L’emendamento – ha precisato il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari – è stato presentato dai relatori, non è concordato a livello di governo, non è passato dal Consiglio dei ministri e ci riserviamo di fare valutazioni».

Anche i penalisti esprimono forti perplessità sul blocco della prescrizione. In una nota, la Giunta dell’Unione camere penali ha dichiarato senza  mezzi termini che «presa visione del testo dell’emendamento presentato alla Camera dei Deputati da esponenti del M5S, rileva e denunzia l’inaudita gravità della riforma che con esso si intenderebbe introdurre nel nostro codice penale. In sostanza l’eventuale approvazione di tale abnorme emendamento, che nemmeno distingue tra sentenza assolutoria e sentenza di condanna, darebbe luogo, con la conclusione del giudizio di primo grado, ad una pendenza teoricamente infinita sia della sentenza di condanna, sia della impugnazione da parte del Pubblico Ministero della sentenza di assoluzione. Ciò in spregio manifesto dei principi del giusto processo e della sua ragionevole durata sanciti dall’art. 111 della Costituzione».

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Redazione La Clessidra

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