Blocco della prescrizione: le ipotesi al vaglio del ministro Bonafede

Dopo gli scontri con la Lega e il parere contrario dei penalisti, il ministro della Giustizia cerca il compromesso sul blocco della prescrizione. Due le ipotesi: applicarlo solo ai reati con durata inferiore ai 6 anni o ai reati più prescritti in appello e Cassazione. Oggi il vertice tra Di Maio e Salvini.

blocco della prescrizione

Sul blocco della prescrizione potrebbe arrivare a breve un accordo di compromesso tra il M5S e la Lega. Il provvedimento, presentato come emendamento al ddl Anticorruzione, è fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle e dal ministro della Giustizia Bonafede. Il Carroccio è però contrario a una norma che, fa sapere, renderebbe infiniti i processi. Timore, questo, confermato anche dall’Unione dei penalisti.

I 5 Stelle non sembrano però intenzionati a fare quel passo indietro auspicato dagli alleati di governo. In ballo, oltre a un provvedimento considerato giusto, c’è anche e soprattutto la credibilità agli occhi degli elettori.

I leader Di Maio e Salvini si incontreranno oggi per cercare di sciogliere il nodo. Le ipotesi, al momento, sono due. La prima prevede il blocco della prescrizione dopo il primo grado, ma solo in caso di condanna dell’imputato. In questo modo si andrebbe a modificare la normativa introdotta dall’ex ministro Orlando nel 2017, che congelava la prescrizione per un massimo di 36 mesi in caso di condanna.

La seconda prevede invece il blocco della prescrizione (o comunque l’allungamento dei tempi processuali) per alcune categorie specifiche di reati. Difficile dire con certezza a quali reati fare riferimento. C’è chi, come il magistrato Pier Camillo Davigo, punta il dito sui reati con sanzioni pari o inferiori ai 6 anni, che sarebbero quelli più interessati dalla prescrizione. C’è chi, invece, mira a quei reati che più si prescrivono in appello e in Cassazione, come ad esempio abusi edilizi, ricettazione e furti.

L’obiettivo dell’emendamento è fermare la prescrizione dopo il primo grado di giudizio, così da ridurre il numero di archiviazioni dovute ai tempi lenti della giustizia italiana. Il ministro ha precisato che «si aprirà un confronto con tutte le forze politiche, ma è già un buon segnale quello del lavoro concertato». A frenare è però la Lega. «L’emendamento – ha precisato il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari – è stato presentato dai relatori, non è concordato a livello di governo, non è passato dal Consiglio dei ministri e ci riserviamo di fare valutazioni». Secondo la ministra della Pubblica Amministrazione Bongiorno, tale norma sarebbe come sganciare una «bomba atomica» sui processi in corso.

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Redazione La Clessidra

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