Accordo trovato sul blocco della prescrizione: entrerà in vigore dal 2020

Dopo giorni di tensioni e minacce di far saltare il contratto di governo, M5S e Lega hanno trovato l’accordo sul blocco della prescrizione. L’emendamento entrerà a far parte del ddl Anticorruzione, ma entrerà in vigore nel 2020 insieme alla riforma del processo penale. Se Di Maio esulta, Salvini rimane cauto: «Occorre garantire tempi brevi per i processi».

blocco della prescrizione

Foto: Il Fatto Quotidiano

Le tensioni tra tra Movimento 5 Stelle e Lega sul blocco della prescrizione è superato, ma gli attriti tra i due partiti di governo rimangono. Il premier Conte è riuscito a fare da mediatore tra le posizioni di Di Maio, Bonafede e Salvini, ottenendo un compromesso accettato da tutti gli interessati. In sostanza, la riforma della prescrizione rimarrà nel ddl Anticorruzione che sarà discusso in Aula la prossima settimana, ma entrerà in vigore congiuntamente alla riforma del processo penale prevista a fine 2019 e operativa a partire dal gennaio 2020.

A esultare, dopo che aveva minacciato di far saltare il contratto di governo, è il leader del Movimento 5 Stelle. «Basta impuniti! La norma sulla prescrizione sarà nel disegno di legge anticorruzione! E entro l’anno prossimo faremo anche una riforma del processo penale. Processi brevi e con tempi certi. Finalmente le cose cambiano davvero!», ha commentato.

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Meno enfatico, invece, il commento del leader della Lega. Dopo aver confermato che l’accordo è stato trovato in tempi rapidi, Salvini ha precisato: «Voglio tempi brevi per i processi. In galera i colpevoli, libertà per gli innocenti». Parole a cui ha fatto eco la ministra Bongiorno: «Non c’è chi ha perso o chi ha vinto, ma piena sintonia. Noi abbiamo chiesto sempre un collegamento tra prescrizione e durata certa dei processi. E così è».

L’accordo raggiunto non piace invece al Deputato pentastellato Andrea Colletti, secondo il quale così facendo il Movimento farebbe una concessione alla Lega «e al suo alleato Berlusconi». «Non ha senso farla entrare in vigore dopo», ha spiegato. «Tanto vale farla entrare in vigore subito, visto che gli effetti li vedremo nel 2024, più o meno. La prescrizione – ha aggiunto – è un istituto di diritto sostanziale. Questo vuol dire che si applica non ai processi in corso, neanche alle indagini in corso, ma solo ai reati che vengono commessi dopo l’entrata in vigore. Quindi vedremo gli effetti della riforma, qualora dovesse entrare in vigore adesso, tra 5 anni. È inutile farla entrare in vigore dopo».

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Redazione La Clessidra

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