Scuola, via al bando per nuove assunzioni per l’infanzia e la primaria

Il bando pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale prevede 10.183 nuove assunzioni, tra insegnanti comuni e di sostegno, per le scuole dell’infanzia e primaria. Prosegue la protesta degli insegnanti di terza fascia, che accusano M5S e Lega di aver tradito il contratto di governo.

nuove assunzioni

Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha annunciato ieri la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del bando di concorso straordinario per posti comuni e di sostegno nella scuola dell’infanzia e primaria. I candidati potranno presentare domanda online dalle ore 9 del 12 novembre alle ore 23.59 del 12 dicembre. Le graduatorie saranno formate su base regionale e porteranno all’assunzione di 10.183 nuovi insegnanti (5.626 comuni e 4.557 di sostegno).

Al bando potranno partecipare i docenti in possesso del diploma magistrale, conseguito entro l’anno scolastico 2001/02, che abbiano svolto negli ultimi otto anni almeno 2 annualità di servizio specifico; docenti in possesso della laurea in scienze della formazione primaria che abbiano svolto negli ultimi otto anni almeno 2 annualità di servizio specifico. Quanto ai posti di sostegno, a tali requisiti si aggiunge il titolo di specializzazione sul sostegno.

Il ministro ha inoltre annunciato che, insieme al bando, è stata inviata al Mef la «richiesta formale per far partire il concorso ordinario, sempre per la scuola dell’infanzia e primaria. Vogliamo dare risposte precise agli insegnanti, anche ai più giovani, che attendono di poter entrare in ruolo e alle esigenze degli istituti e delle comunità scolastiche».

Ancora niente da fare invece sulle assunzioni degli insegnanti precari di terza fascia, che continuano a essere estremamente critici nei confronti dell’esecutivo. Secondo il professor Pasquale Vespa (Andl), «Se i docenti precari di Terza Fascia decidessero di scioperare ad oltranza le Scuole potrebbero anche chiudere. In alcune realtà del nostro paese infatti la maggioranza del corpo docente è costituito proprio da quegli insegnanti che oggi il Governo del Cambiamento vorrebbe penalizzare, riservando loro una quota di appena il 10% dei posti disponibili nel prossimo concorso da farsi non si sa quando!». Cosa che, conclude Vespa, disattende «quanto previsto nel Contratto di Governo sottoscritto da Lega e Cinquestelle».

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Redazione La Clessidra

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