Bonus bebè in scadenza, Fontana rassicura: «Sarà prorogato con un emendamento»

Il rinnovo del bonus bebè, introdotto nel 2015 dal governo Renzi e prorogato per il 2018 dal governo Gentiloni, non è previsto nella manovra finanziaria. Ma il ministro Fontana rassicura: «Sarà introdotto con un emendamento». La proposta del M5S prevede la proroga per i nati fino al 2021.

bonus bebè

C’è grande incertezza sul bonus bebè, che prevede un assegno di 960 euro annuali erogato in base all’Isee. Introdotto nel 2015 dal governo Renzi per primi tre anni di vita dei bambini nati tra il gennaio 2015 e il gennaio 2017, e poi prorogato dal governo Gentiloni per il primo anno di vita dei nati nel 2018, il provvedimento non è al momento presente nel testo della manovra finanziaria e rischia di saltare a partire dal prossimo anno.

Sulla questione è però intervenuto il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana. «Sul cosiddetto bonus bebè è in predisposizione un emendamento governativo», ha precisato. «Il precedente governo l’aveva prevista come misura a termine, destinata a cessare alla fine di quest’anno. La misura ha richiesto una più attenta verifica sulla sua operatività ed efficacia, all’esito della quale si è deciso di presentare, sin dalla Camera, un emendamento governativo che miri a tenere conto, e a superare, talune inefficienze che erano emerse nella precedente versione».

Secondo il ministro, dunque, il bonus sarà presente nella versione definitiva della manovra che sarà discussa e approvata nelle prossime settimane. Duro l’attacco delle opposizioni, e in particolare del Pd. «Chissà cosa diamine hanno in testa questi al governo», ha commentato il Senatore Davide Faraone. «Prima si inventano una misura inefficace e allucinante, un pezzo di terra al terzo figlio, e poi aboliscono il bonus bebè, una norma del governo Renzi che dal 2015 ha consentito ai nuovi nati 960 euro l’anno (oltre al bonus nido e al bonus mamma domani). Aboliscono le misure di sostegno reale alle famiglie e dicono di voler abolire la povertà. Vergogna», ha concluso.

La misura, introdotta nella legge di bilancio 2015, prevedeva l’erogazione di un contributo mensile pari a 80 euro (960 annuali) per le famiglie residenti in Italia con indicatore Isee non superiore ai 25 mila euro. L’importo era raddoppiato in caso di reddito inferiore ai 7 mila euro annuali. A beneficiare del bonus erano anche le famiglie con figli adottati. Di durata triennale, al suo scadere la misura è stata prorogata di un ulteriore anno riducendone però la validità (da tre anni a uno).

È probabile che la norma venga mantenuta con un emendamento alla legge di bilancio da presentare entro il 15 novembre. Del resto la proposta di proroga per altri tre anni è prevista nella proposta di legge sulle semplificazioni fiscali presentata dal Movimento 5 Stelle e attualmente in discussione in commissione Finanze alla Camera. La misura prevede il rinnovo del bonus per i nati entro il 2021 e l’individuazione di diverse fasce di reddito, alle quali far corrispondere un importo differente del contributo (fino ad arrivare a un massimo di 1560 euro mensili per i cittadini con un Isee compreso tra i 7 e i 13 mila euro).

Leggi tutte le promesse di Lorenzo Fontana

 

Redazione La Clessidra

Redazione La Clessidra

LEAVE A COMMENT