Giustizia, Bonafede: «In arrivo una legge sul conflitto di interessi»

Per il Guardasigilli il governo è pronto a presentare una nuova legge sul conflitto di interessi. All’interno della normativa anche una legge sull’editoria, che tuteli i cittadini da eventuali conflitti di interesse dei proprietari degli organi di informazione. E sui rapporti tra piattaforma Rousseau e M5S Bonafede precisa:  «Non c’è nessun conflitto di interessi». 

conflitto di interessi

Foto: Il Fatto Quotidiano

La legge sul conflitto di interessi «è una nostra priorità». Con queste parole il ministro della Giustizia Bonafede, ospite di Lucia Annunziata a Mezzora in più, ha annunciato l’intenzione dell’esecutivo di realizzare uno dei cavalli di battaglia storici del Movimento 5 Stelle. «Una parte riguarderà l’editoria», ha aggiunto il ministro proprio nel momento di massima tensione tra il partito e la stampa per via della sentenza di assoluzione di Virginia Raggi. «Chi è padrone di un giornale e ha interessi economici rilevanti – ha spiegato Bonafede – può essere portato a direzionare l’informazione».

Alla domanda della giornalista, il Guardasigilli ha precisato che la legge sul conflitto di interessi non riguarderà la piattaforma Rousseau, ovvero lo strumento di partecipazione diretta gestita da Davide Casaleggio e utilizzata dal Movimento 5 Stelle. «La piattaforma Rousseau non guida nessuna forza politica», ha affermato Bonafede. Al contrario, ha proseguito, «è un sito che porta avanti un’attività di consultazione sulle leggi, che invita i cittadini a dire la loro in piena trasparenza».

Parole, queste, anticipate lo scorso sabato dal leader pentastellato Luigi Di Maio. «Faremo una legge sugli editori puri», aveva annunciato. «Il minimo sindacale è che il lettore sappia chi possiede il giornale e tutti i conflitti di interesse», aveva spiegato nell’intervista ad Affari Italiani. «Se il padrone del giornale possiede centrali a carbone è chiaro che non dirà mai la verità sull’inquinamento delle fonti fossili. È bene che il lettore lo sappia. Se il padrone del giornale possiede un partito dovrebbe esserci il simbolo di quel partito appiccicato sopra. Insomma bisogna smetterla di prendere in giro i lettori», aveva concluso.

I primi a esprimersi contro il provvedimento, inserito per volontà dei 5 Stelle nel contratto di governo ma finora accantonato, sono stati i rappresentanti di Forza Italia. Per Mara Carfagna «Forza Italia considera prioritarie misure per il lavoro, per rilanciare l’economia e lo sviluppo. Una legge contro il conflitto di interessi infatti esiste già e l’ha scritta e approvata il centrodestra. Siamo però certi – ha aggiunto – che la nuova legge annunciata dal Guardasigilli potrà essere l’occasione per fare chiarezza e disciplinare i rapporti, anche economici, tra associazioni private che gestiscono piattaforme, società di consulenza e partiti politici con importanti ruoli di governo a livello locale e nazionale». Un chiaro riferimento, ancora una volta, alla Casaleggio Associati e alla piattaforma Rousseau, evidentemente legate a doppio filo al Movimento 5 Stelle.

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Redazione La Clessidra

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