Pernigotti, Di Maio: «Entro fine anno la legge per legare i marchi al territorio»

Al termine del vertice sulla chiusura della Pernigotti, Di Maio annuncia l’approvazione di una legge che vincoli il marchio al territorio di riferimento. E aggiunge: «Difenderemo i lavoratori di Novi Ligure».

pernigotti

Foto: TeleAlessandria

«Dev’essere chiaro che il destino dei lavoratori non può essere diviso dal marchio». A dirlo è il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, durante l’incontro al Mise con i vertici della Pernigotti, storica azienda italiana a rischio chiusura. Obiettivo del governo è proteggere i lavoratori: «Concederemo la Cassa integrazione per cessazione solo se l’azienda ci garantisce la reindustrializzazione e che i lavoratori continueranno a lavorare», ha aggiunto. Ancora più netta la posizione espressa su Facebook: «O tengono aperto lo stabilimento o racconterò al mondo che Pernigotti produce per conto terzi e credo che questo non favorirà il marchio. In Italia – si legge in un post – non si gioca più sulla pelle dei lavoratori».

Dai sindacati sono arrivate parole di apprezzamento per la linea del ministro. Che ha poi annunciato l’approvazione, entro fine anno, di una legge «che lega i marchi (italiani) al territorio». «Non è accettabile che si venga in Italia, si prenda un’azienda come la Pernigotti, si acquisisca il marchio, si cambino cinque manager in cinque anni e poi si dica: “Scusate, le cose non vanno bene. Ci teniamo il marchio e molliamo la gente”. Questa non è la nostra idea di Paese».

Il gruppo turco Toksoz ha confermato la volontà di chiudere lo stabilimento di Novi Ligure e di trasferire la produzione in altri stabilimenti italiani, nel rispetto della storicità del brand. Ha poi chiesto l’ammissione della cassa integrazione straordinaria, della durata di un anno, per i 100 lavoratori dell’azienda, nonché il loro ricollocamento presso aziende del medesimo settore (o terzisti) per tutta la durata della Cigs.

Il ministro Di Maio ha fatto sapere che il premier Conte intende convocare a Palazzo Chigi i vertici di Toksoz. «Li incontreremo e gli spiegheremo che, per noi, Pernigotti e i suoi lavoratori sono uniti. Poi se la proprietà turca non vuole più investire in questo stabilimento, allora deve dare la totale disponibilità a cedere marchio e stabilimento e noi ci impegneremo a cercare soggetti interessati», ha concluso.

PROMESSA NON RISPETTATA (leggi QUI)

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Redazione La Clessidra

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