Istruzione, Bussetti: «In manovra l’aumento degli stipendi degli insegnanti»

Il ministro dell’Istruzione Bussetti ha annunciato l’aumento dell’1,9% annuo degli stipendi degli insegnanti. Annunciati anche il superamento della chiamata diretta e l’assunzione di 1000 nuovi ricercatori.

stipendi degli insegnanti

Foto: La Repubblica

Aumentare gli stipendi degli insegnanti dell’1,9% all’anno. È questo l’annuncio fatto ieri dal ministro dell’Istruzione Bussetti, per il quale la manovra economica conterrà «importanti risorse aggiuntive, più di 1,7 miliardi all’anno, per consentire da subito una ripresa della contrattazione e un nuovo adeguamento degli stipendi».

Intervenendo in audizione alla Camera, il ministro ha poi affermato l’intenzione di assumere 1000 ricercatori con un percorso che, «dopo tre anni e previa valutazione e conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale», consentirà loro di divenire professori associati. Una scelta maturata di comune accordo con il mondo accademico «che, oramai da anni, chiedeva con forza la soppressione della chiamata diretta, senza concorso, di professori universitari». Secondo Bussetti «il disegno di legge di bilancio contiene un’altra norma che fa venir meno la chiamata diretta e utilizza le risorse finanziarie che vengono così liberate, oltre ad altre stanziate appositamente, per assumere i 1000 ricercatori in più».

Infine il ministro ha chiarito come funzionerà l’assunzione degli insegnanti con il superamento della chiamata diretta. «Il reclutamento dei nuovi docenti – ha affermato – sarà più snello e prevederà l’effettiva assunzione in servizio basata su posti vinti e realmente disponibili. Il concorso sarà bandito con regolarità per quelle classi di concorso e per quelle regioni nelle quali ci saranno effettive necessità». Potranno partecipare «giovani laureati per gli insegnamenti per i quali hanno conseguito il titolo».

Solo pochi giorni fa il ministro aveva annunciato la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del bando di concorso straordinario per posti comuni e di sostegno nella scuola dell’infanzia e primaria. Ancora niente da fare invece sulle assunzioni degli insegnanti precari di terza fascia, che continuano a essere estremamente critici nei confronti dell’esecutivo.

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Daniele

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