Il Senato approva il decreto Genova: ecco cosa prevede il provvedimento

In un clima estremamente teso, il Senato ha approvato il decreto Genova che sarà ora convertito in legge. Nel testo non viene indicato chi si occuperà della ricostruzione del ponte Morandi. Ma a far discutere sono soprattutto l’art. 25, contenente il discusso condono su Ischia, e l’art. 41 sull’uso degli idrocarburi in agricoltura.

decreto Genova

Foto: La Stampa

Il decreto Genova è stato approvato ieri dal Senato con 167 voti favorevoli, 49 contrari e 53 astenuti. A favore hanno votato M5S, Lega e Fratelli d’Italia. Il Pd ha votato contro, mentre Forza Italia ha scelto di astenersi. La votazione, che traduce in legge il decreto approvato a fine settembre, si è svolta in un clima estremamente teso. L’intervento durissimo di Matteo Renzi ha fatto da apripista alle forti polemiche riguardanti la gestione dell’Aula da parte della presidentessa Elisabetta Alberti Casellati e l’esultanza, da molti considerata inopportuna, del ministro Toninelli a seguito dell’approvazione del pacchetto.

Decreto Genova: cosa prevede

Per prima cosa, nel decreto vengono definite la figura e le funzioni del commissario straordinario, che rimarrà in carica per 12 mesi (rinnovabili per al massimo tre anni). Nonostante venga sancito che le spese per la ricostruzione saranno a carico di società Autostrade, vengono comunque stanziati 30 milioni all’anno fino al 2029 in caso di inadempienza. Non viene precisato, invece, chi dovrà ricostruire il ponte.

Per sostenere le imprese del capoluogo ligure viene istituita la zona franca. Vengono inoltre definite norme specifiche per la zona portuale e retroportuale. Previsti inoltre aiuti e sostegni, economici e finanziari, ai cittadini genovesi e in particolare a chi ha perso la casa o ha dovuto abbandonarla in seguito al crollo del ponte Morandi. Infine, vengono stanziati circa 40 milioni per il trasporto locale e per gli autotrasportatori danneggiati dalle conseguenze del crollo sulla viabilità.

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Nel decreto sono contenuti poi due articoli che niente hanno a che fare con la tragedia costata la vita a 43 persone. Si tratta dell’articolo 25, riguardante le popolazioni colpite dal terremoto del centro Italia e, in particolare, l’isola di Ischia. Al suo interno si dispone che lo Stato debba pronunciarsi entro 6 mesi sulle richieste di sanatoria presentate dai cittadini sulla base della legge n. 47 del 1985. Un vero e proprio condono nei fatti, che andrebbe a sanare anche quelle strutture che non rispettano le più recenti norme sulla sicurezza.

A far discutere è anche l’articolo 41, riguardante lo smaltimento dei fanghi in agricoltura. Tale punto prevede l’innalzamento dei limiti degli idrocarburi di 20 volte rispetto a quanto previsto attualmente, passando da 50 mg/kg a 1000 mg/kg.

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Redazione La Clessidra

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