Minniti si candida alle primarie Pd. Ma fino a qualche mese fa rifiutava la leadership

In un’intervista a Repubblica, Marco Minniti ha confermato la sua candidatura alle primarie Pd del 2019. A spingerlo verso la decisione l’appello sottoscritto da 500 sindaci Democratici. Ma fino a poco tempo prima l’ex ministro dell’Interno rifiutava la leadership e assicurava: «non mi candiderò a segretario».

primarie Pd

Era nell’aria da tempo ma solo ieri è arrivata la conferma ufficiale. Marco Minniti correrà alle primarie Pd del 2019. L’ex ministro dell’Interno diventa così il principale sfidante del governatore del Lazio Nicola Zingaretti. La notizia è arrivata dopo l’Assemblea nazionale svoltasi sabato, durante la quale Maurizio Martina ha formalizzato le sue dimissioni aprendo di fatto la stagione congressuale. 

Da tempo numerosi esponenti democratici chiedevano la discesa in campo di Minniti. Decisivo per la sua scelta l’appello lanciato nelle ultime settimane da 500 sindaci e amministratori locali del Pd.

L’ex ministro dell’Interno si dice consapevole che non esistano scorciatoie per tornare al governo in tempi rapidi, perché «la sconfitta del nazionalpopulismo è possibile solo se si riesce a parlare con la società italiana». La principale responsabilità del Partito Democratico, ha spiegato, è stata quella di non rispondere a «due grandi sentimenti: la rabbia e la paura». Al contrario, il partito è stato aristocratico, si è chiuso in se stesso senza ascoltare le fasce più deboli della popolazione.

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A chi lo accusa di essere il candidato filo-renziano per eccellenza, Minniti replica: «Essendo stato tra chi non ha esagerato nel lodarlo quando era al potere, non ho alcun bisogno di prenderne le distanze. Renzi ha perso e si è giustamente dimesso assumendosi responsabilità che vanno anche oltre le sue. Il tema ora non è più questo – ha concluso -, ma come salvaguardare il progetto riformista e connettere il riformismo al popolo».

La decisione di Minniti contraddice però quanto affermato negli scorsi mesi. In più occasioni, infatti, l’esponente democratico aveva assicurato giornalisti ed elettori di non essere intenzionato a partecipare alle primarie Pd. A titolo di esempio valga l’intervista rilasciata lo scorso luglio a In Onda quando, rispondendo alla domanda dei giornalisti, aveva replicato con un secco «Non esiste». In quella occasione, peraltro, Minniti aveva sostenuto apertamente il segretario reggente Martina, aggiungendo che «dovrebbe restare in carica fino al 2021, a meno che non si dimetta o non venga sfiduciato».

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Daniele

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