Ddl Anticorruzione, la maggioranza va sotto durante il voto alla Camera

Prima il condono su Ischia, ora il ddl Anticorruzione. Per la seconda volta l’esecutivo è stato battuto dalle opposizioni in sede di voto. È stato così approvato il colpo di spugna sul reato di peculato, proposto la scorsa settimana dalla Lega e stralciato dai pentastellati. L’ira del M5S: «Fatto gravissimo. Così non si va avanti». Ma Salvini assicura: «Il ddl arriverà alla fine come concordato dalla maggioranza». L’emendamento favorirebbe alcuni dirigenti leghisti come Cota, Rixi e Molinari, accusati per peculato.

ddl anticorruzione

Per la seconda volta in due settimane la maggioranza è stata battuta durante una votazione. Dopo l’emendamento all’art. 25 del decreto Genova sul condono a Ischia, ieri l’esecutivo è andato sotto durante la votazione alla Camera del ddl Anticorruzione. Nel corso delle votazioni con scrutinio segreto è stato approvato, con 284 voti a favore e 239 contrari, l’emendamento proposto da Catello Vitiello (ex M5S, ora gruppo Misto) che reintroduce il colpo di spugna per chi è accusato di peculato. Quello stesso emendamento, già proposto dalla Lega, che i rappresentanti pentastellati avevano bocciato la scorsa settimana. A seguito dell’accaduto la seduta è stata sospesa.

«Quello che è accaduto oggi in Aula è un fatto gravissimo. Così non si va avanti», è stata la dura reazione del capogruppo del M5S Francesco D’Uva. «Noi non salviamo i furbetti dalla galera. Chi ha votato sì a un emendamento che va a favore dei delinquenti si sta assumendo una responsabilità enorme agli occhi dei cittadini». Immediato è arrivato lo scambio di accuse tra i due partiti di maggioranza: i Deputati del M5S hanno accusato la Lega di aver cercato di far approvare l’emendamento contando sugli assenti durante il voto. I leghisti, dal canto loro, hanno accusato l’ala fichiana del Movimento di aver tradito gli accordi per dare un segnale a Di Maio.

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A mettere ordine è arrivato il leader del Carroccio Matteo Salvini. «Voto in Aula assolutamente sbagliato», è stato il suo serafico commento. «La posizione della Lega la stabilisce il segretario. Il provvedimento – ha assicurato – arriverà alla fine come concordato dalla maggioranza». A ogni modo la situazione rimane estremamente tesa: secondo l’Ansa, fonti parlamentari avrebbero confermato che se il ddl Anticorruzione non dovesse passare nella formulazione concordata il M5S potrebbe decidere di far cadere l’esecutivo. Minaccia, questa, identica a quella avanzata dalla Lega sul decreto sicurezza, altro provvedimento in grado di portare alla fine anticipata della legislatura.

L’emendamento in questione prevede la non applicabilità del reato di peculato qualora la distrazione di denaro si fosse verificata nell’ambito di un procedimento normato da legge o da regolamento, come ad esempio nel caso dei fondi dei gruppi consiliari disciplinati da regolamento interno. Una norma che sembra sia stata scritta apposta per salvare i dirigenti leghisti Roberto Cota, Edoardo Rixi e Riccardo Molinari, implicati in processi proprio per peculato. Ed è proprio Molinari che, da più parti, viene indicato come l’artefice di quanto accaduto ieri alla Camera.

 

 

 

 

Redazione La Clessidra

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