Violenza sulle donne, la ministra Bongiorno presenta il ddl sul Codice Rosso

È stato presentato ieri in consiglio dei Ministri il ddl che introduce il Codice rosso che garantisce una corsia preferenziale per alle donne che denunciano le violenze subite. Bongiorno: «Lo Stato è più forte di qualsiasi violenza». Bonafede: «Più di 150 femminicidi ogni anno consumati in famiglia».

codice rosso

È stato discusso ieri, durante il consiglio dei Ministri, il cosiddetto Codice rosso contro la violenza sulla donne. Si tratta di un ddl presentato dal ministro della PA, Giulia Bongiorno, e dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che prevede una corsia preferenziale per i procedimenti giudiziari nei casi di stupro. Il provvedimento è ispirato al lavoro dell’associazione Doppia Difesa, fondata da Bongiorno e da Michelle Hunziker.

Il ddl prevede che la denuncia di violenza arrivi direttamente al PM, che avrà l’obbligo di ascoltare la donna entro tre giorni. Perché il Codice rosso funzioni, ha aggiunto il ministro Bongiorno, è necessario che le donne vittime di violenza abbiano il coraggio di denunciare. «Faccio un appello: denunciate! Non abbiate paura. Lo Stato è più forte di qualsiasi violenza che abbiate subito e adesso è al vostro fianco, con ogni mezzo a sua disposizione».

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Il 25 novembre si è celebrata la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. In tutto il mondo si sono svolti flash mob e manifestazioni per denunciare violenze fisiche e psicologiche, abusi, discriminazioni nei confronti del genere femminile.

Le statistiche del nostro Paese sono impietose. Come ricordato dal ministro Bonafede, i dati parlano di «150 femminicidi l’anno, consumati nei contesti familiari per mano di mariti o partner, ex o altri familiari». «Le sentenza – ha aggiunto il Guardasigilli – ci dicono che, sul totale delle condanne per omicidi di donne, l’85% sono classificabili come femminicidio perché avvenuti in ambito familiare o all’interno di relazioni sentimentali poco stabili. Nel 2017 sono state 2018 le sentenze definitive per violenza sessuale, 1827 quelle per stalking». Secondo i dati del Rapporto Eures, inoltre, 7 milioni di donne tra i 16 e i 70 anni avrebbero subito violenze fisiche o sessuali, mentre dal 2011 al 2016 le denunce per stalking e maltrattamenti sono aumentate del 45%.

Pur apprezzando il gesto, dal Pd arrivano alcuni distinguo. I Dem puntano il dito sulle contraddizioni di un governo che, sostengono, da un lato propone una corsia preferenziale per le donne vittime di violenza e dall’altro taglia i fondi ai centri antiviolenza. Secondo il Deputato Cosimo Ferri «il Codice rosso c’è già, non è una novità. È grave invee tornare indietro e tagliare i fondi al piano nazionale antitratta e al fondo per le pari opportunità».

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Daniele

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