La maggioranza ha rinviato la firma del Global compact for migration

La maggioranza ha rinviato la votazione sull’accordo mondiale per la gestione dei flussi migratori. Contraria la Lega, diviso il M5S: per Fico l’Italia deve «sedersi al tavolo con tutti i Paesi del mondo per affrontare un fenomeno globale». All’attacco anche Più Europa: «Scelta isolazionista e controproducente».

Global compact for migration

AGGIORNAMENTO DEL 20/12/2018

Ieri la maggioranza ha deciso di rinviare ancora la votazione sull’adesione al Global compact for migration. La scelta si è resa necessaria per via della diversità di vedute tra la Lega, contraria all’accordo, e il M5S, che non ha una posizione univoca in merito. Favorevole alla firma, ad esempio, è il presidente della Camera Roberto Fico, secondo il quale «siccome l’immigrazione è una problematica globale, dobbiamo per forza sederci al tavolo con tutti i Paesi del mondo, specie quelli da cui partono i migranti, per affrontare la problematica».

Alle parole di Fico ha replicato il premier Conte, che pure fino a pochi mesi fa esprimeva posizioni del tutto analoghe a quelle del pentastellato. «Abbiamo parlamentarizzato la discussione – ha commentato -. L’importante è entrare nel merito. Il Global compact non è lo strumento per valutare se l’Italia è nel consesso dei grandi».

ARTICOLO ORIGINALE

L’Italia sospende la sottoscrizione del Global Compact for migration, né parteciperà alla conferenza sulle migrazioni che si svolgerà il 10 e l’11 dicembre a Marrakech. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Interni Matteo Salvini, secondo il quale dovrà essere il Parlamento ad esprimersi in merito.

Il Global compact for migration, sottoscritto da 193 Paesi membri dell’ONU, è il primo accordo mondiale che indica una linea comune per gestire i flussi migratori internazionali. Secondo Salvini il governo «farà come la Svizzera, che ha fatto una scelta di democrazia e cambiamento. Il governo italiano non andrà a Marrakech, non firmerà nulla. Il dibattito è così importante – ha proseguito – che non può essere questa solo una scelta del governo. Deve essere il Parlamento a discutere del Global Compact».

«Il Global compact è un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini», ha affermato Conte in una nota pubblicata in serata. «Riteniamo opportuno, pertanto, parlamentarizzare il dibattito e rimettere le scelte definitive all’esito di tale discussione, come pure è stato deciso in Svizzera. A Marrakech, quindi, il governo non parteciperà, riservandosi di aderire o meno al documento solo quando il Parlamento si sarà espresso».

Una posizione, questa, diversa da quella espressa dal premier appena due mesi fa di fronte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. «Da anni l’Italia è impegnata in operazioni di soccorso e salvataggio nel Mar Mediterraneo e ha sottratto così alla morte decine di migliaia di persone, spesso da sola», aveva dichiarato il 26 settembre. «I fenomeni migratori con i quali ci misuriamo richiedono una risposta strutturata, multilivello e di breve, medio e lungo periodo da parte dell’intera comunità internazionale. Su tali basi – aveva concluso – sosteniamo il Global Compact su migrazioni e rifugiati». A chi chiedeva conto di un simile cambiamento di linea, Conte ha risposto: «Non ho cambiato idea, ma essendo un documento che ha valore politico abbiamo convenuto che forse è giusto creare un passaggio parlamentare».

Nonostante il Movimento 5 Stelle sostenga la scelta, non mancano perplessità da parte di diversi rappresentanti pentastellati. «Il Global Compact? Va sottoscritto assolutamente», ha dichiarato il Deputato e presidente della commissione Affari costituzionali Giuseppe Brescia. Del resto, al Parlamento Europeo il M5S ha votato a favore della calendarizzazione immediata della discussione sulla questione, mentre la Lega ha votato contro.

Le opposizioni sono sul piede di guerra. Per Graziano Delrio «Il vero presidente del Consiglio, cioè Salvini, ha smentito il ministro degli Esteri e il presidente del Consiglio. Moavero e Conte avevano ribadito all’Onu che l’Italia avrebbe firmato il Global Compact a Marrakech l’11 dicembre. Ora Salvini cambia la linea del governo e si rimette al Parlamento. È un cambio di posizione sostanziale che fa ulteriormente perdere credibilità all’Italia». «Il comportamento del premier Conte è vergognoso», ha rincarato poi Maurizio Martina. «Ha preso impegni internazionali che ora si rimangia. Il governo è spaccato nella sostanza e ha cercato di scaricare sul Parlamento le sue divisioni, mentre l’Italia anche così diventa sempre più lo zimbello globale».

Per Benedetto Della Vedova e Costanza Hermanin (Più Europa), quello del governo italiano è un «attacco al multiculturalismo». «Il governo Conte si schiera con chi decide di bloccare ogni approccio internazionale alla gestione del fenomeno, destinando l’Italia a far fronte da sola e con decisioni completamente inadeguate, come quelle adottate col decreto Salvini, alle sfide globali. Una scelta isolazionista – si legge in una nota congiunta – che sarà controproducente da tutti i punti di vista e allontanerà la possibilità di una gestione europea e pragmatica dei flussi migratori che coinvolgono il nostro Paese».

Leggi tutte le promesse di Matteo Salvini

Daniele

Daniele

LEAVE A COMMENT