Ddl Anticorruzione, presentato l’emendamento che cancella il colpo di spugna sul peculato

Ieri il M5S ha presentato un emendamento per cancellare la norma sul reato di peculato dal ddl Anticorruzione. Il colpo di spugna era stato approvato due settimane fa con voto segreto contro le indicazioni dello stesso governo, che era andato sotto durante le votazioni alla Camera. La norma era stata proposta (e poi ritirata) dalla Lega.

peculato

Il Movimento 5 Stelle prova a rimediare allo scivolone di alcune di due settimane fa sul reato di peculato. Come i lettori ricorderanno, durante la votazione alla Camera del ddl Anticorruzione lo scorso 20 novembre il governo andò sotto sull’emendamento, proposto dall’ex pentastellato Catello Vitiello, che reintroduceva il colpo di spugna per chi è accusato di peculato. Un verro e proprio colpo per il Movimento, che a fatica sembrava essere riuscito a dissuadere la Lega dall’inserire il punto nel pacchetto.

Nella giornata di ieri i 5 Stelle hanno presentato un emendamento per eliminare la norma dal testo definitivo del ddl. Soddisfazione è stata espressa dal capogruppo al Senato Stefano Patuanelli: «Come avevamo promesso subito dopo il brutto episodio del voto segreto alla Camera – ha spiegato -, eliminiamo l’inaccettabile norma che fa uno sconto per il reato di peculato. Questa settimana la commissione Giustizia porta a termine il lavoro sulla legge e la prossima settimana la approviamo in Aula, con il voto compatto della maggioranza».

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Critiche alla scelta del M5S vengono da Forza Italia. «Il Movimento 5 Stelle vuole superarsi in giustizialismo e così il capogruppo al Senato Patuanelli annuncia un inasprimento del ddl Anticorruzione nella parte relativa al peculato», ha commentato il Deputato Francesco Paolo Sisto. «Purtroppo notiamo un gioco al rialzo sul fronte ideologico, e nessuna riflessione sulla vera anima di un provvedimento che calpesta le garanzie e la Costituzione, allunga i processi e rende eterne le pene accessorie. Un moloch giustizialista che non va ingigantito, ma abbattuto per il rispetto delle libertà e delle garanzie dei cittadini».

La norma in questione era stata inizialmente proposta dalla Lega, che aveva poi deciso di ritirarla per via delle proteste degli alleati di governo. Essa prevede la non applicabilità del reato di peculato qualora la distrazione di denaro si fosse verificata nell’ambito di un procedimento normato da legge o da regolamento, come ad esempio nel caso dei fondi dei gruppi consiliari disciplinati da regolamento interno. Una norma che sembra scritta apposta per salvare i dirigenti leghisti Roberto Cota, Edoardo Rixi e Riccardo Molinari, implicati in processi per peculato.

 

Daniele

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