Centinaio: «Usciremo dalla Bolkenstein nonostante la procedura di infrazione»

Il ministro del Turismo intende compiere il passo decisivo per uscire dalla direttiva Bolkenstein. Ma avverte: «Al 99,9% andremo in infrazione comunitaria. Basta saperlo e avvisare i cittadini». La mancata applicazione della direttiva è già costata all’Italia una condanna dalla Corte di Giustizia europea.

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Foto: La Repubblica

L’Italia è pronta ad uscire dalla Bolkenstein. A confermarlo è il ministro delle Politiche agricole e del Turismo Gian Marco Centinaio. Una presa di posizione forte che, per stessa ammissione del ministro, porterà quasi certamente allo scontro frontale con l’Unione Europea. «La strada è stretta, è come camminare su un filo di seta, al 99,9% andremo in infrazione comunitaria», ha spiegato Centinaio nel suo intervento all’incontro organizzato da Federturismo dello scorso giovedì.

Tra le altre cose, la direttiva Bolkenstein obbliga i Paesi membri della UE a mettere a gara le concessioni demanaiali, partendo da quelle balneari. Nel 2016 la mancata applicazione della norma è costata all’Italia una condanna da parte della Corte di Giustizia europea. La decisione ufficiale è attesa tra dicembre e gennaio, anche se alcune voci la danno inserita nella manovra.

L’avvio della procedura di infrazione è cosa certa, ma Centinaio non intende fare alcun passo indietro: «Basta saperlo e avvisare i cittadini italiani che, per una questione di dignità e tutela del nostro Paese, il ministro rischia di andare in infrazione ma consapevole di farlo», ha dichiarato. Un’affermazione, quest’ultima, che ha fatto insorgere le opposizioni: «Una eventuale procedura di infrazione causerebbe un danno economico rilevante soprattutto nei confronti degli ignari cittadini italiani», ha attaccato Massimo Iervolino (+Europa).

La direttiva Bolkenstein è stata approvata dall’UE nel 2006, ma la sua entrata in vigore in Italia è stata sempre posticipata per via delle forti proteste di commercianti e artigiani. Al fine di incentivare lo sviluppo del mercato unico europeo, infatti, il testo prevede che ai bandi per il rinnovo delle licenze possano partecipare imprenditori provenienti da tutta Europa. Imprenditori e commercianti locali temono quindi di essere sostituiti dai concorrenti di altri Paesi, come quelli del blocco dell’est, che sono in grado di fare prezzi più bassi e competitivi.

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Daniele

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