Sblocca cantieri: approvata la riforma del codice degli appalti

La riforma del codice degli appalti, inserita nel decreto Sblocca cantieri approvato il 18 aprile, era stata anticipata dal ministro Toninelli lo scorso agosto e rilanciata dal premier Conte a dicembre.

codice appalti

AGGIORNAMENTO DEL 19/04/2019

Con oltre quattro mesi di ritardo rispetto alla scadenza indicata dal premier Conte, il governo ha approvato la riforma del codice degli appalti contenuta nel decreto Sblocca cantieri. Obiettivo dell’intero provvedimento è semplificare le pratiche al fine di sbloccare gli investimenti pubblici, introducendo al contempo un giro di vite contro gli evasori.

Tra le altre cose, la riforma prevede l’innalzamento a 200 mila euro della soglia sotto la quale gli appalti pubblici possono essere assegnati basandosi sui preventivi di sole tre imprese. Tra i 200 mila e i 5,5 milioni di euro si passa al sistema di inviti alle gare, con il criterio del massimo ribasso. Quanto alle grandi opere, il decreto consente l’impiego di commissari straordinari con pieni poteri per garantire procedure più rapide per gli interventi considerati prioritari.

Infine, la riforma introduce una stretta nei confronti degli evasori. Qualora il soggetto appaltante dimostri che un operatore non abbia ottemperato agli obblighi relativi al pagamento delle imposte o dei contributi previdenziali, questo viene automaticamente escluso dalle procedure di appalto (a meno che non saldi il debito entro il termine di presentazione della domanda).

ARTICOLO ORIGINALE

Il nuovo codice appalti sarà presentato a breve in Parlamento. A dirlo, intervistato dal Tg2, è il premier Giuseppe Conte. «Nei prossimi giorni presenteremo una legge delega per riformare il codice degli appalti», ha annunciato. Contemporaneamente, ha aggiunto, il governo varerà un piano di investimenti concreto in infrastrutture, «materiali e non».

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Si tratta di una promessa più volte espressa nel corso di questi mesi, a cui finora non è mai stato dato seguito. Ad agosto, ad esempio, il presidente del Consiglio indicava settembre come data ultima per la presentazione del nuovo codice appalti. «A settembre – annunciava Conte in conferenza stampa – avremo una proposta di riforma del codice degli appalti seria che possa sbloccare il quadro normativo e dare maggiore certezza giuridica per rilanciare gli appalti».

Settembre era stato indicato come termine ultimo anche dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Toninelli. L’obiettivo – spiegava – era varare un provvedimento che avesse applicazione immediata e iniziasse ad affrontare i nodi centrali, per demandare poi a un momento successivo una riforma più strutturale. Una promessa importante alla luce della forte crisi dell’edilizia che, come riporta Edilportale, in 10 anni ha perso circa 600 mila addetti e oltre 120 imprese.

PROMESSA RISPETTATA (leggi QUI)

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Daniele

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