Manovra, il governo assicura: «Quota 100 e reddito di cittadinanza nei tempi previsti»

A termine dell’incontro tecnico tra governo, Ragioneria dello Stato e Inps, una nota della Lega assicura che quota 100 e reddito di cittadinanza partiranno nei tempi previsti. La questione resta però aperta: dopo l’approvazione alla Camera, nei prossimi giorni il Senato potrebbe modificare pesantemente la manovra per accogliere le richieste dell’UE.

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Foto: Il Sole 24 Ore

Il governo non intende fare marcia indietro su reddito di cittadinanza e quota 100. È quanto emerge dall’incontro tecnico svoltosi ieri a Palazzo Chigi sulla manovra finanziaria. Secondo quanto si apprende da una nota pubblicata in serata dalla Lega, l’incontro tra il presidente Conte, i sottosegretari Giorgetti, Durigon, Castelli e Garavaglia e i rappresentanti della Ragioneria dello Stato e dell’Inps è stato «positivo».

In base alle tabelle fornite, prosegue la nota, «è possibile confermare gli obiettivi politici della manovra sullo smantellamento della legge Fornero che partirà senza penalità e nei tempi già previsti». Sarebbero confermati anche gli obiettivi su reddito di cittadinanza e taglio alle pensioni d’oro, come confermato in serata da Di Maio con un post su Facebook.

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La scorsa settimana la manovra è stata approvata dalla Camera con 312 sì e 146 no. Il testo è ora al vaglio del Senato, che dovrebbe pronunciarsi a giorni. Al momento l’importo complessivo della legge di bilancio è di 37 miliardi (22 dei quali in deficit nel 2019), con un rapporto deficit/Pil ancora fermo al 2,4%. Insomma: in queste settimane il governo ha cercato di rimodulare le misure previste nella manovra, rafforzando gli investimenti e tutto ciò che può stimolare la crescita, ma senza far sue le osservazioni della Commissione Europea sul deficit.

Palazzo Madama potrebbe dunque intervenire pesantemente per modificarne il testo definitivo. Ecco perché, nonostante le rassicurazioni arrivate ieri, l’ipotesi di una rimodulazione dei fondi per quota 100 e reddito di cittadinanza è ancora sul tavolo. Nello specifico, è possibile che si arriverà a un taglio di circa 4 miliardi complessivi. 

 

Redazione La Clessidra

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