150 Paesi firmano il Global Compact for Migration. Assente l’Italia

Il governo italiano non ha preso parte al summit terminato ieri a Marrakech durante il quale circa 150 Paesi hanno firmato il Global Compact for Migration. Il cambio di linea è stato annunciato alcune settimane fa da Matteo Salvini, dopo che a settembre il premier Conte aveva espresso il parere positivo del governo italiano sul primo accordo mondiale per la gestione dei flussi migratori.

global compact for migration

Foto: Ettore Ferrari (ANSA)

Si è concluso ieri, a Marrakech, il summit delle Nazioni Unite durante il quale i rappresentanti di 150 Paesi hanno sottoscritto il Global Compact for Migration. Si tratta del primo accordo mondiale sulle migrazioni che indica le linee guida e le norme generali per una gestione congiunta dei flussi migratori su scala internazionale. Come annunciato alcune settimane fa, il governo italiano non ha partecipato all’incontro né sottoscritto il patto. Nonostante a settembre Conte si fosse mostrato favorevole all’iniziativa, manifestando esplicitamente il sostegno italiano all’accordo di fronte all’Assemblea Generale dell’ONU, con una mossa a sorpresa il ministro Salvini aveva annunciato che dovrà essere il Parlamento a esprimersi sulla questione. L’Italia, dunque, rimarrà fuori dal patto in attesa del voto delle Camere che, con tutta probabilità, confermeranno la posizione dell’esecutivo.

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Il Global Compact for Migration è il primo accordo globale «per una migrazione sicura, ordinata e regolare». Come ricorda TPI, l’obiettivo è definire un quadro di cooperazione giuridicamente non vincolante, basato sugli impegni concordati dagli Stati membri della Dichiarazione di New York per i rifugiati e i migranti. A tale scopo viene promossa la cooperazione internazionale tra tutti gli attori coinvolti in materia di migrazione, poiché nessuno Stato è in grado da solo di affrontare un fenomeno di dimensioni globali. Due i capisaldi del patto:

  1. I rifugiati e i migranti devono godere degli stessi diritti umani e delle stesse libertà fondamentali, che devono essere garantiti e rispettati sempre;
  2. I rifugiati hanno diritto alla protezione internazionale, così come definita dal diritto internazionale.

La scelta del governo di sospendere l’adesione al GCM è stata vista da molti come un ulteriore passo dell’esecutivo verso una gestione estremamente rigida e punitiva dei flussi migratori. All’interno della stessa maggioranza non mancano voci di dissenso verso tale decisione. Secondo il presidente della Camera Roberto Fico «l’Italia dovrebbe dire sì al Global Compact e invito tutti a leggersi davvero il contenuto di questo accordo perché, tra l’altro, ci consentirebbe di non restare soli nella gestione del fenomeno dell’immigrazione». Dello stesso parere anche la Senatrice pentastellata Paola Nugnes. «L’isolazionismo non paga», scrive su Facebook. La collega Elena Fattori critica anche il decreto sicurezza: «Quello che si sta facendo – spiega – non risolve il problema ma lo peggiora».

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Daniele

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