Semplificazioni: salta la riforma del codice appalti annunciata da Toninelli e Conte

Nel decreto semplificazioni approvato ieri dal Cdm non c’è traccia della attesa riforma del codice appalti. L’intervento era stato annunciato a più riprese dal ministro Toninelli e dal presidente Conte. Dure le critiche del presidente dell’Ance: «Non sono ammissibili ripensamenti da parte del Governo».

riforma del codice appalti

La riforma del codice appalti dovrà attendere. Nella giornata di ieri il consiglio dei Ministri ha approvato il decreto semplificazioni che, tra le altre cose, avrebbe dovuto contenere la tanto attesa riforma del codice. Un intervento annunciato a gran voce dal ministro Toninelli, prima, e dal presidente Conte, poi. E invece nel decreto approvato non c’è traccia della riforma.

A incidere sulla scelta sono state soprattutto le tensioni emerse negli ultimi giorni sulla questione. Lo scontro si è consumato in particolar modo sulla liberalizzazione voluta dalla Lega, che avrebbe alzato da uno a 2,5 milioni di euro la soglia fino alla quale sarebbe stato possibile affidare un contratto di esecuzione dei lavori in assenza di gara pubblica di appalto. Una scelta che avrebbe fortemente limitato la trasparenza della pubblica amministrazione, come ricordato dal presidente dell’Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone, e dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

A saltare è stata anche la norma che avrebbe consentito alla PA di utilizzare sempre il criterio del massimo ribasso del prezzo nelle gare sottosoglia UE, ovvero quelle gare con importo inferiore a 5.548 milioni di euro. A pesare sulla scelta finale, pertanto, saranno anche elementi come la qualità progettuale o i tempi di realizzazione.

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Dure le critiche del presidente dell’Ance Gabriele Buia. «Ci aspettavamo un segnale importante per far ripartire il Paese, che invece ancora una volta viene rimandato a data da destinarsi. Non è così che possiamo convincere l’Europa, ma soprattutto non è così che possiamo far fronte alle necessità di un Paese che ha un gap infrastrutturale di 84 miliardi e che necessita di immediati interventi di messa in sicurezza e manutenzione del territorio».

«Da mesi – ha aggiunto Buia – l’Ance chiede di approvare un pacchetto di norme sblocca-cantieri con lo snellimento delle procedure di spesa e alcune  modifiche urgenti al codice appalti. Si tratta di provvedimenti indispensabili che non possono più attendere e sui quali non sono ammissibili ripensamenti da parte del Governo, che aveva anche annunciato misure a sostegno delle imprese in difficoltà. Non c’è nulla di tutto questo, per ora, nel decreto».

La riforma del codice appalti arriva dunque al terzo rinvio nell’arco di pochi mesi. Ad agosto sia il ministro Toninelli che il presidente Conte avevano assicurato l’intervento – mai realizzato – entro settembre. Pochi giorni fa, il premier era tornato sull’argomento garantendo l’inserimento delle norme nel decreto semplificazioni in discussione ieri. Tutto ciò che resta al momento è il disegno di legge delega contenente le linee guida sulla base delle quali, entro un anno, dovrà essere riscritto il nuovo codice.

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Daniele

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