Terzo Valico, arriva l’ok dall’analisi costi-benefici. Ma il M5S prometteva il blocco dei lavori

Il ministro Toninelli è costretto a fare marcia indietro sul Terzo Valico: come già per la Tap in Puglia, interrompere i lavori sarebbe troppo costoso. Ma fino a qualche mese fa il M5S prometteva l’abolizione di un’opera considerata inutile, dannosa e costosa per lo Stato.

terzo valico

Un altro duro colpo per il Movimento 5 Stelle di lotta. Dopo la Tap, il partito è costretto a rinunciare a un’altra storica battaglia: quella sul Terzo Valico. Nella giornata di ieri, infatti, al ministero delle Infrastrutture è arrivato il risultato dell’analisi costi-benefici sull’opera che collega Genova a Tortona e Novi Ligure. In un video-messaggio, il ministro Toninelli ha annunciato che il Terzo Valico «non può che andare avanti», in quanto «il totale dei costi del recesso ammonterebbe a circa 1,2 miliardi di euro».

Non potendo fermare i lavori, il ministro si è detto pronto a migliorare l’opera. «Se vogliamo rimediare almeno in parte ai danni del passato, rendendo il Terzo Valico utile dal punto di vista logistico e adatto a migliorare anche il servizio regionale sulla tratta parallela – ha spiegato -, bisogna innanzitutto che esso sia davvero ben collegato con Genova».

Ad esempio «i binari devono arrivare fin dentro il porto. In più serviranno azioni di corredo ma di vitale importanza: il potenziamento dei servizi regionali per migliorare i collegamenti delle località intermedie con l’area metropolitana genovese, la riduzione dei tempi di viaggio per i passeggeri fra Genova e le città di Milano e Torino, il possibile raddoppio della linea Andora-Finale Ligure e interventi sul nodo ferroviario di Genova per ridurre il traffico su gomma».

Un nuovo passo indietro del M5S su una delle tante opere pubbliche «inutili e dannose» che il partito si proponeva di bloccare una volta arrivato al governo. Lo scorso marzo, all’indomani delle elezioni, il vicecapogruppo del M5S alla Camera Alberto Zolezzi affermava che «Il Movimento non è contro tutte le grandi opere: è contro le grandi opere inutili. Come, appunto, il Terzo Valico». A fronte di una sostanziale inutilità, spiegava, «ci sarebbe la devastazione ambientale del territorio e una montagna amiantifera pericolosa da bucare».

Opinione condivisa anche dagli esponenti pentastellati della commissione Trasporti della Camera. «Il Terzo Valico è un’infrastruttura devastante per l’ambiente e le casse dello Stato che, a fronte di un risparmio di percorrenza di pochi minuti, costerà complessivamente 16 miliardi di euro di soldi pubblici e distruggerà il territorio», aggiungevano. «Per questo l’abbiamo inserita tra le grandi opere inutili da abolire. Insomma – concludevano -, ancora una volta chi ci guadagna non sono i cittadini ma solo le lobby del cemento».

Secondo le opposizioni, a rendere ancora più grave la faccenda è il fatto che «Toninelli ha perso sei mesi per dimostrare una cosa già dimostrata nei fatti. E cioè che il valico è fondamentale e deve andare avanti esattamente come è stato progettato». «Quanto alla realizzazione del porto di Alessandria non servono discorsi a vuoto ma risorse per realizzare bonifica bellica e ambientale e lo sblocco delle opere collaterali», ha commentato la Deputata del Pd Raffaela Paita. «Non ho visto traccia di queste risorse nella manovra del governo. E oggi, anziché chiedere scusa per avere perso sei mesi, Toninelli continua a raccontare bugie».

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Daniele

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