Manovra, confermato il taglio di 4,7 miliardi a reddito di cittadinanza e quota 100

Tagli per 4,7 miliardi a reddito di cittadinanza e quota 100, web tax, taglio alle pensioni d’oro. Ma anche un possibile aumento dell’Iva e delle accise: queste le misure della manovra finanziaria annunciate ieri da Conte.

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Foto: Ettore Ferrari (ANSA)

Con l’accordo raggiunto in extremis la scorsa domenica, l’Italia è riuscita a evitare la procedura di infrazione. Nella serata di ieri la Commissione Europea ha confermato l’accordo tecnico tra Conte, Moscovici e Dombrovskis sulla nuova versione della manovra che prevede un rapporto deficit/Pil fissato al 2,04%.

4,7 miliardi di tagli a reddito di cittadinanza e quota 100

È stato lo stesso Conte, in audizione al Senato, a fornire maggiori dettagli sulle misure da attuare per rimanere nel parametro indicato. In particolare, il premier ha confermato tagli per 4,7 miliardi ai fondi per il reddito di cittadinanza e quota 100. Il primo passa da 9 a 7,1 miliardi, ai quali si aggiunge un miliardo per la riforma dei centri per l’impiego, con la previsione di ridurre l’ammontare di anno in anno. Il secondo passa da 6,7 a circa 3,9 miliardi, con la previsione di aumentare fino agli 8,6 miliardi nel 2021.

Nonostante i tagli, il premier ha ribadito che le misure non subiranno cambiamenti rispetto a quanto annunciato in questi mesi. Conte ha poi precisato che entrambi gli interventi entreranno in vigore da fine marzo-inizio aprile.

Taglio alle pensioni d’oro

Quanto al taglio delle pensioni d’oro, questo dovrebbe riguardare le pensioni dai 100 mila euro lordi annui in su. Sono fissati cinque scaglioni di aliquota: dai 100 ai 130 mila, dai 130 ai 200 mila, dai 200 ai 350 mila, dai 350 ai 500 mila. Un’ultima aliquota, pari al 40%, è destinata alle pensioni sopra i 500 mila euro. La misura avrà una durata di cinque anni. Sempre in tema pensioni, inoltre, è previsto un rallentamento dell’indicizzazione (l’adeguamento all’inflazione corrente) degli assegni a partire dai 1.521 euro mensili in su.

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Web tax e stretta sul gioco d’azzardo

Tra le altre misure annunciate è prevista una nuova web tax: un’aliquota al 3% sui ricavi che colpirà i soggetti che prestano servizi digitali i cui ricavi siano superiori ai 750 milioni annui, 5,5 milioni dei quali derivanti dalla prestazione di servizi digitali. Aumenta inoltre il prelievo erariale unico (Preu) su slot machine e vlt, mentre subisce una stretta la possibilità di vincita (il cosiddetto pay out).

Rallentamento delle assunzioni nella PA

Viene poi rinviata a novembre 2019 la presa di servizio degli assunti al 1° novembre 2019 per il turnover generazionale nella pubblica amministrazione. La manovra stabilisce poi che, entro il 30 aprile, l’esecutivo dovrà varare il nuovo programma di dismissioni immobiliari con il quale punta a ottenere 950 milioni nel 2019 e 150 milioni nel 2020 e nel 2021.

Agevolazioni fiscali

Quanto alle agevolazioni fiscali, invece, si registra l’abrogazione di alcuni crediti d’imposta, compresa l’aliquota ridotta Ires in favore degli enti non commerciali (con particolare riguardo per gli enti religiosi che gestiscono scuole, ospedali e altre attività che producono reddito).

Aumento dell’Iva e nuove accise

Come garanzia sulla tenuta dei conti pubblici vengono confermate le clausole di salvaguardia sull’Iva. Senza interventi, nel 2020 l’aliquota ridotta al 10% passerebbe al 13%, mentre quella ordinaria (oggi al 22%) passerebbe al 25,2% nel 2020 e al 26,5% nel 2021. Previsti infine aumenti delle accise da 400 milioni a partire dal 2020.

 

Daniele

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