Sugar tax, Iva su pannolini e assorbenti e taglio dei superticket: i grandi assenti dalla manovra

No alla tassa sulle bevande zuccherate, rinviato il taglio dei super ticket sanitari, nessun abbassamento dell’Iva per assorbenti e pannolini. Sono solo alcune delle misure annunciate dal governo e poi escluse dal testo definitivo della manovra.

grandi assenti dalla manovra

Dopo mesi di trattative con la Commissione Europea e due settimane di duri scontri in Aula, la Camera si appresta a dare l’ok definitivo alla manovra finanziaria. Il voto di fiducia è atteso per oggi alle 18.30, ma potrebbe slittare in caso di ostruzionismo da parte delle opposizioni. Di Maio e Salvini hanno fatto di tutto per mantenere nel testo definitivo le due misure simbolo del governo – reddito di cittadinanza e quota 100 – nonostante l’abbassamento del rapporto deficit/Pil al 2,04%. Per garantire la tenuta dei conti, tuttavia, l’esecutivo gialloverde si è visto costretto a fare un passo indietro su diverse questioni presentate negli scorsi mesi. Vediamo alcuni dei grandi assenti dalla manovra, annunciati e poi stralciati dal testo definitivo della legge di bilancio.

Addio alla sugar tax

La sugar tax, ovvero la tassa sulle bevande zuccherate, è stata estromessa dal testo della manovra. Il gettito avrebbe consentito il finanziamento dell’esenzione Irap per le partite Iva fino a 100 mila euro.

Rinviato il taglio dei super ticket

Della misura, a più riprese promossa dalla ministra della Salute Grillo, non vi è traccia nel provvedimento. Il taglio sarà rinviato al 2019, probabilmente alla prossima legge di bilancio.

No all’abbassamento dell’Iva per pannolini e assorbenti

Una delle novità presenti nella prima versione della manovra era l’abbassamento dal 22% al 5% dell’Iva per pannolini e assorbenti. Nel testo che la Camera approverà non vi è traccia del provvedimento.

L’Imu per i capannoni resta al 40%

Il governo aveva annunciato l’aumento della deducibilità dell’Imu per i capannoni al 50%, ma rimarrà all’attuale livello (40%).

Niente Tari in bolletta

Il provvedimento, fortemente voluto dalla Lega, mirava a inserire il pagamento della Tari in bolletta (così come già avviene per il canone Rai) in modo da aiutare i Comuni in dissesto finanziario.

No alla rimodulazione della Rc Auto

La proposta prevedeva l’abbassamento delle tariffe dell’Rc Auto al Sud con un conseguente aumento di quelle al Nord.

No alla tassa sui petrolieri

Il M5S aveva presentato diversi emendamenti con l’obiettivo di aumentare i canoni per le multinazionali del petrolio. La stretta, che avrebbe portato lo Stato a incassare circa 500 milioni, è stata però esclusa dal testo definitivo.

No ai Cir e ai premi in Btp per il pubblico impiego

Con i Conti individuali di risparmio, la Lega mirava a vendere Btp alla clientela retail a zero tasse così da proteggere il risparmio privato dallo spread. Il M5S voleva poi introdurre i premi di risultato in Btp per i dipendenti pubblici. Nessuna delle due misure ha trovato spazio in manovra.

Infine, resta un’incognita il raddoppiamento dell’Ires per le associazioni no-profit. Il governo si è affrettato a smarcarsi dalla norma, garantendo che sarà emendata al primo provvedimento utile (comunque entro gennaio 2019). L’aumento delle tasse è comunque entrato nella legge di bilancio e sarà approvato nella giornata di oggi.

Redazione La Clessidra

Redazione La Clessidra

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