La Lega all’assalto del M5S: «Necessarie modifiche al reddito di cittadinanza»

La Lega non nasconde l’ostilità verso il reddito di cittadinanza e fa sapere che farà di tutto per modificare il decreto, portando le pensioni di invalidità a 780 euro. L’obiettivo per il Carroccio è portare a casa Quota 100 e certificare il sorpasso sul M5S alle elezioni europee.

reddito di cittadinanza

Foto: Ettore Ferrari (ANSA)

AGGIORNAMENTO DEL 21/01/2019

La Lega assicura la tenuta del governo. Ma, fanno sapere dal Carroccio, il decreto su reddito di cittadinanza e quota 100 dovrà essere modificato. Oggetto del contendere sono in primo luogo le pensioni di invalidità. Secondo Salvini l’importo minimo va aumentato dagli attuali 290 euro ai 780 previsti dalla pensione di cittadinanza. Senza questo accorgimento, aveva annunciato alcuni giorni fa, il partito non appoggerà il provvedimento.

A complicare ulteriormente le cose c’è l’ormai nota ostilità leghista verso il reddito di cittadinanza, considerata una mera misura assistenzialista. «È chiaro che a noi il reddito di cittadinanza non piace – dichiarano fonti parlamentari della Lega -, ma nel decreto c’è anche Quota 100. Per noi sarebbe un boomerang tentare un blitz sul reddito. Loro reagirebbero sulle pensioni. Per questo siamo disposti a “digerire” il reddito».

Entrambe le forze politiche mirano a portare a casa i due provvedimenti simbolo prima delle elezioni europee. Il Movimento 5 Stelle intende confermare il ruolo di primo partito del Paese. Ma per farlo dovrà difendersi dall’assalto della Lega, che i sondaggi danno virtualmente in testa con oltre il 30% dei voti (con i 5 Stelle retrocessi al 25% circa). Per il Carroccio la possibilità di certificare il sorpasso ai 5 Stelle è tutt’altro che astratta. Tanto più, fanno sapere, che «Di Maio è in difficoltà sul reddito di cittadinanza» per via dei tempi stretti per rendere operativo l’intervento. «Secondo noi non riuscirà a farlo partire entro aprile come dice – fanno sapere dalla Lega -. Ma è un problema suo».

ARTICOLO ORIGINALE

Il decreto per reddito di cittadinanza e quota 100 inizierà il suo esame martedì 8 gennaio per essere approvato verosimilmente entro metà mese. Il testo, messo a punto ieri, si compone di due titoli e 27 articoli e prevede un incremento della spesa sociale pari a oltre 37 miliardi nel prossimo triennio.

Reddito di cittadinanza: come funzionerà

Come anticipato da Tria, il reddito di cittadinanza partirà da aprile. Potranno fare domanda i cittadini italiani ed europei, i cittadini extracomunitari con permesso UE di lungo periodo e gli stranieri che risiedano in Italia da almeno 10 anni in modo continuativo. Per ottenere il contributo sarà inoltre necessario che il nucleo familiare (anche un singolo individuo) abbia un Isee inferiore a 9360 euro e un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30 mila euro.

Le richieste potranno essere presentate alle Poste o ai Centri di assistenza fiscale e saranno controllate direttamente dall’Inps. L’ammontare dell’assegno sarà di 500 euro. A questi si aggiungono 280 euro se il soggetto non è proprietario di casa, o 150 se vive nella propria casa con mutuo. Viene comunque fissato un tetto di 1100 euro per nucleo familiare.

L’assegno sarà erogato per 18 mesi, prorogabili per ulteriori 18 con una mensilità di pausa. Il beneficiario dovrà accettare almeno una delle tre offerte di lavoro che gli verranno presentate. Per i primi sei mesi di fruizione, le offerte arriveranno da aziende collocate entro 100 km dalla residenza; oltre il sesto mese l’area geografica si allargherà a 250 km. Infine, il beneficiario potrà essere chiamato in tutto il territorio italiano e, per fronteggiare le spese necessarie allo spostamento, continuerà a percepire il sussidio nei successivi tre mesi dall’inizio del lavoro.

Il soggetto dovrà recarsi a un Centro per l’impiego per sottoscrivere il Patto per il lavoro, funzionale all’adesione al percorso personalizzato di inserimento lavorativo. Se il richiedente versa in condizioni di disagio sociale, sarà convocato dai servizi di contrasto alla povertà e dovrà sottoscrivere un Patto di inclusione sociale. In entrambi i casi, ai beneficiari si chiederà la partecipazione ad attività di pubblica utilità promosse dai Comuni.

Le aziende potranno comunicare direttamente ai Centri per l’impiego le figure richieste. Per ogni disoccupato assunto con queste modalità riceveranno dalle 5 mensilità (6 per l’assunzione di donne e disoccupati di lunga durata) alle 18 mensilità (da dividere al 50% con l’Agenzia per il lavoro, se il reclutamento è avvenuto in maniera privata).

Quota 100 e pensione di cittadinanza

Quota 100 avrà durata triennale e sarà affiancata dall’Ape sociale e da opzione donna, che sono state prorogate. Cancellati invece gli adeguamenti automatici dell’età pensionabile alla speranza di vita. Per il pensionamento con quota 100 sono previste finestre temporali trimestrali per il privato e semestrali per i dipendenti pubblici.

Al fine di incentivare il turnover generazionale, il decreto prevede che le aziende possano finanziare con i Fondi bilaterali l’uscita anticipata dei dipendenti prossimi al pensionamento. Potranno quindi creare scivoli per chi ha almeno 59 anni anagrafici e 35 di contributi, a patto che al loro posto assumano almeno un nuovo lavoratore.

Viene poi confermata la cosiddetta pace contributiva, che permette di riscattare fino a 5 anni di mancati versamenti (a partire dal 1996 in avanti) con una detraibilità del 50% degli oneri sostenuti.

Quanto alla pensione di cittadinanza, infine, ammonterà a 780 euro e sarà riconosciuta a quei nuclei familiari i cui membri abbiano almeno 65 anni e un reddito familiare complessivo non superiore a 7560 euro.

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Daniele

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