Sea Watch, Di Maio: «Accogliamo donne e bambini». Ma Salvini lo frena: «Basta ricatti»

A sorpresa, Di Maio annuncia la disponibilità dell’Italia di accogliere donne e bambini da settimane a bordo della Sea Watch e della Sea Eye. Ma Salvini non ci sta: «Possiamo inviare medicine, cibo e vestiti, ma basta ricatti. Io non cambio idea».

sea watch

Foto: Il Fatto Quotidiano

È alta la tensione al governo tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Al centro delle tensioni la proposta, avanzata dal leader del M5S nella serata di ieri, di accogliere le donne e i bambini presenti sulle navi Sea Watch 3 e Sea Eyes che da oltre due settimane si trovano nel Mediterraneo senza possibilità di attraccare.

Il botta e risposta Di Maio-Salvini

«Ancora una volta solo l’Italia viene chiamata in causa», scrive Di Maio su Facebook. «Malta non fa attraccare le imbarcazioni nonostante siano nelle loro acque territoriali a un miglio dalla costa. Tutta l’Europa se ne frega. Non possiamo continuare a cedere a questo ricatto. Ma per me nessun bambino con la sua mamma può continuare a stare in mare ostaggio dell’egoismo di tutti gli Stati europei». Quindi l’apertura: «Malta faccia sbarcare subito donne e bambini da quelle imbarcazioni e li mandi in Italia. Li accoglieremo. Siamo pronti ancora una volta a dare, come sempre, una lezione di umanità all’Europa intera».

Ma Salvini non ci sta. «Una nave tedesca e una nave olandese, in acque maltesi. Ma ad accogliere dovrebbe essere ancora una volta l’Italia. Risolvano i problemi, aprano i porti e aprano i portafogli i tedeschi, gli olandesi e i maltesi. La nostra Italia che ha già accolto quasi un milione di persone negli ultimi anni, la nostra Italia dove più di un milione di bambini vive in condizioni di povertà assoluta. Il traffico di esseri umani va fermato: chi scappa dalla guerra arriva in Italia in aereo, come già fanno in tanti, non con i barconi. Possiamo inviare a bordo medicine, cibo e vestiti, ma basta ricatti. Meno partenze, meno morti. Io non cambio idea».

Le reazioni dell’Europa

Mentre le ore passano, la portavoce della Commissione Europea Mina Andreeva ha fatto sapere che «la Commissione continua i suoi intensi contatti con gli Stati membri disponibili a trovare una soluzione sullo sbarco rapido delle persone a bordo della Sea Watch 3 e Sea Eye». «Il commissario Avramopoulos ha invitato gli Stati membri a dare sostegno e a contribuire a questo sforzo congiunto per sbarcare in sicurezza quanti sono a bordo il prima possibile», ha proseguito. «I nostri contatti procedono ma a questo stadio non intendo fare annunci fino a quando non lo faranno gli stessi Stati membri».

Ancora più dura la reazione del Consiglio d’Europa, affidata al commissario Dunja Mijatovic. «Gli Stati non devono ritardare oltre l’offerta di un porto sicuro per i bambini, le donne e gli uomini che sono a bordo di Sea Watch 3 e Sea Eye», ha scritto su Twitter. «La loro sicurezza e la loro salute non devono essere messe ulteriormente a rischio lasciandoli alla deriva in mare. L’umanità e a la compassione – ha concluso – devono prevalere».

La situazione delle navi

Da giorni le due imbarcazioni sono ferme nel Mediterraneo, in prossimità di Malta. A bordo 49 persone in condizioni sempre più precarie, tanto che ieri un migrante si è gettato in mare nel tentativo di raggiungere l’isola a nuoto. «La situazione sta peggiorando sempre di più», ha spiegato il capitano della Sea Watch 3. Le persone «stanno aspettando di poter sbarcare a terra. Lo spazio in cui si trovano a convivere è molto ristretto perché le condizioni climatiche non sono favorevoli e quindi devono raggrupparsi in piccoli ambienti. Devono dormire per terra, senza alcun materasso. Ci sono problemi igienici. Abbiamo scorte di cibo solo per un tempo molto ristretto».

Mentre prosegue l’impasse dei Paesi europei, alcune città si sono dette disponibili ad accogliere i migranti. Berlino, Amburgo e Brema hanno mostrato piena collaborazione. In Italia sono soprattutto i sindaci di Palermo e Napoli ad aver sfidato la politica di chiusura portata avanti dal Viminale. Tra gli Stati membri i Paesi Bassi hanno dichiarato di essere pronti ad accogliere alcuni migranti, a patto che anche altri Paesi facciano lo stesso.

Le parole di Di Maio

In Italia sono un caso le parole del vicepremier Di Maio. Appare discutibile infatti la scelta di accogliere esclusivamente donne e bambini (6 in tutto), separando le famiglie presenti sulle due imbarcazioni. C’è poi chi punta il dito sull’ipocrisia del leader pentastellato, che in passato ha definito le ONG «taxi del Mediterraneo» e il cui partito ha avuto un ruolo non secondario nella creazione della situazione di difficoltà attuale.

Infine, c’è chi polemizza sul fatto che, se da un lato Di Maio apre ai migranti in fuga, dall’altra il M5S ha dato pieno appoggio al decreto sicurezza, la cui politica è ben lontana da quella dell’accoglienza. Ecco perché a molti le parole del capo dei 5 Stelle appaiono un mero tentativo di smarcarsi dalla Lega e di attaccare l’Unione Europea in vista delle elezioni di primavera.

Daniele

Daniele

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