Referendum propositivo, M5S accoglie la proposta del PD: quorum al 25%

Inizia l’iter parlamentare del ddl che introdurrà il referedum propositivo. Il M5S fa un passo indietro sul quorum e accoglie la proposta del PD. Fraccaro: «Incentiviamo la partecipazione attiva».

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Foto: Lo Speciale

Il Parlamento ha ufficialmente avviato i lavori per l’introduzione del referendum propositivo nell’ordinamento italiano. Sulla proposta targata M5S si è consumato negli scorsi giorni l’ennesimo attrito con la Lega. I pentastellati si sono sempre detti favorevoli all’abolizione del quorum, la soglia di voti necessaria per rendere valida la consultazione popolare. Il Carroccio, invece, aveva presentato (e poi ritirato) un emendamento che fissava il tetto al 33%. La svolta è arrivata ieri, quando la relatrice pentastellata Fabiana Dadone ha accolto la proposta del Pd che prevede un quorum del 25% sia per il referendum propositivo che per quello abrogativo.

I Democratici vedono l’accettazione della loro proposta come una vittoria personale. Dal Movimento 5 Stelle il ministro Fraccaro difende la scelta: «L’assenza del quorum strutturale – ha spiegato – è garanzia di una maggior partecipazione, perché le forze politiche non possono ricorrere a pratiche astensionistiche dovendo mobilitarsi per sostenere le rispettive ragioni. Tuttavia è importante favorire l’accordo più ampio possibile sulle riforme e, per questa ragione, è stata introdotta la soglia del 25% per il quorum approvativo».

Del resto, ha aggiunto Fraccaro, quello del M5S è un ddl di riforma costituzionale. Di conseguenza è «doveroso ascoltare tutte le forze politiche, soprattutto di opposizione, perché la Costituzione non si modifica a colpi di maggioranza. Per questo – ha aggiunto – valutiamo positivamente la decisione di cancellare il quorum strutturale e introdurre il quorum approvativo pari al 25%». Il ministro si è detto «particolarmente soddisfatto di questo risultato perché consentirà di incentivare la partecipazione attiva, garantendo al contempo che vengano approvate proposte che hanno un grande consenso tra i cittadini».

Contraria al ddl è invece Forza Italia. Per il capogruppo in commissione Affari costituzionali Francesco Paolo Sisto si tratta di una «tragedia». «La riforma dell’articolo 71 della Costituzione è un attacco frontale alla democrazia rappresentativa – ha commentato -. Vogliono scardinare i principi delle democrazie occidentali seguendo un disegno pericoloso, che non deve fare meno paura solo perché a metterlo in atto sono persone poco credibili. La democrazia diretta – ha aggiunto – non può sostituire quella rappresentativa, deve rafforzarla. In questo caso, invece, si vuole soppiantare il Parlamento in favore di un manipolo di “professionisti della firma” che possono scrivere le leggi indipendentemente da Deputati e Senatori. Noi respingiamo in toto questa folle riforma, quorum o meno».

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Daniele

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