Legittima difesa, si vota oggi alla Camera. Rimangono le perplessità del M5S

La riforma della legittima difesa sarà approvata oggi alla Camera. Malumori tra le file del M5S: per la pentastellata De Lorenzo il provvedimento voluto dalla Lega è «chiaramente incostituzionale».

legittima difesa

AGGIORNAMENTO DEL 06/03/2019

Sarà approvata oggi, alla Camera, la riforma della legittima difesa voluta dalla Lega. Resta qualche malumore tra le file del Movimento 5 Stelle, scettico verso il provvedimento. Durante i lavori in Aula di ieri, ben 32 Deputati pentastellati hanno disertato i lavori in segno di protesta.

Non solo. Stando alle indiscrezioni del Fatto Quotidiano, negli ambienti del Movimento circolerebbe un documento – firmato dalla pentastellata Rina De Lorenzo – riassuntivo delle criticità giuridiche dell’intera riforma. Secondo la Deputata, «per effetto di tale modifica finirebbe con l’essere ritenuta sempre legittima qualsiasi reazione difensiva anche se sproporzionata. Tale presunzione assoluta – si legge – è chiaramente costituzionalmente illegittima in quanto finirebbe con l’essere postulata come esistente sempre e quindi anche nei casi, pur se marginali, in cui una proporzione non esiste, derivandone una violazione del principio di uguaglianza».

Nel documento, De Lorenzo criticherebbe pesantemente anche la nuova normativa in materia di liquidazione dell’onorario e delle spese per la difesa. Con la riforma voluta dalla Lega, prosegue, «verrebbero poste a carico dello Stato soltanto le spese sostenute da colui a cui viene riconosciuta la scriminante della legittima difesa e non anche le spese sostenute da colui a cui viene riconosciuto lo stato di necessità, l’esercizio di un diritto, l’adempimento di un dovere o l’uso legittimo delle armi. Ne deriverebbe – conclude – una violazione del principio di uguaglianza tra la scriminante della legittima difesa e le altre».

ARTICOLO ORIGINALE

C’è l’accordo tra Lega e Movimento 5 Stelle sulla legittima difesa. Il testo dovrebbe essere approvato dalla Camera nella prima settimana di febbraio. Dopo le tensioni registratesi durante il passaggio al Senato, quando il M5S presentò diversi emendamenti correttivi per poi ritirarli dopo pochi giorni, a questo giro i pentastellati non hanno presentato alcun intervento in materia. Le uniche richieste di modifica vengono da Pd e FdI (che hanno presentato 10 emendamenti) e da FI (che ne ha presentati 20).

Stando a quanto riporta Affari Italiani, tra i Deputati pentastellati non mancherebbero mal di pancia sulla norma voluta dalla Lega. A passare è stata però la linea del Guardasigilli Bonafede, che intende evitare ulteriori tensioni con il Carroccio in un momento particolarmente delicato come quello attuale, con il decreto sul reddito di cittadinanza ancora in fase di analisi e le elezioni europee alle porte.

Riforma della legittima difesa: cosa prevede?

L’art. 1 del ddl sulla legittima difesa modifica l’art. 52 del Codice penale. Esso riconosce sempre la sussistenza della proporzionalità tra offesa e difesa qualora il soggetto, per «difendere la propria o la altrui incolumità, i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione», utilizzi «un’arma legalmente detenuta o altro mezzo idoneo».

In altre parole, la difesa sarà sempre legittima (anche qualora l’altra persona non sia armata). Inoltre, la riforma interviene sull’art. 55 del Codice penale ed esclude la punibilità di chi si è difeso «in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto». Viene poi esclusa la responsabilità civile per chi si è difeso da aggressione, mentre nei casi di eccesso colposo viene riconosciuta una indennità calcolata dal giudice in base alla gravità della situazione, alle modalità realizzative dell’aggressione e del contributo causale della condotta.

La riforma estende peraltro le norme sul gratuito patrocinio per i soggetti nei cui confronti sia stata disposta l’archiviazione, il proscioglimento o il non luogo a procedere per fatti avvenuti in situazioni di legittima difesa o di eccesso colposo. Lo Stato può comunque chiedere il pagamento anticipato delle spese nel caso in cui, a seguito di riapertura delle indagini o di revoca del proscioglimento, il soggetto venga poi condannato.

Infine, il ddl prevede sanzioni più severe per i reati di violazione di domicilio (fino a quattro anni), furto in appartamento e rapina (fino a sette anni). Inasprite anche le sanzioni economiche, che passano da un massimo di 2000 euro a un massimo di 2500 euro.

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Daniele

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