Di Maio torna a parlare di riders: «Normativa pronta entro marzo»

Il ministro del Lavoro torna a parlare di riders e assicura: «Entro marzo la legge su malattie, infortuni e paga minima». Di Maio aveva già promesso di intervenire con il decreto dignità, prima, e con una legge entro fine 2018, poi. Finora agli annunci non sono mai seguiti i fatti.

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Sarà varata entro marzo la norma che disciplinerà il lavoro dei riders. Ad annunciarlo è il ministro Di Maio. La nuova legge, ha spiegato, garantirà ai lavoratori del settore food delivery «tutele su malattie, infortuni e paga minima». «L’Italia – ha aggiunto il leader pentastellato – si prepara ad essere la prima nazione europea a normare questa professione».

Non è la prima volta che Di Maio affronta la questione. Come abbiamo ampiamente riportato, già lo scorso giugno il neo-insediato ministro aveva assicurato che la normativa sui riders sarebbe stata contenuta nel decreto dignità. «Non accettiamo ricatti. I nostri giovani prima di tutto», aveva annunciato. Il decreto dignità è stato approvato, ma al suo interno non vi era nessuna norma in merito. A mesi di distanza, il titolare del Mise aveva promesso una legge entro fine 2018: «Sono fiducioso del fatto che entro fine anno troviamo una soluzione per i riders». Siamo ormai a metà gennaio 2019 e di quella legge non c’è traccia.

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Lo scorso 30 giugno, anche in seguito alla presa di posizione del ministro, alcuni player della cosiddetta gig economy hanno accettato di sottoscrivere la Carta dei Valori, contenente i principi guida per una sorta di auto-regolazione del settore. Fino a oggi il tavolo aperto al ministero dello Sviluppo economico non ha fatto grandi passi avanti. Il punto critico, per i tecnici del governo, è riuscire a conciliare le posizioni di chi ha sottoscritto l’accordo e di chi – come Deliveroo, Glovo e Just Eat – se ne è tenuto fuori. Il tutto senza scontentare lavoratori e sindacati.

L’annuncio di questi giorni segue la sentenza della Corte di Appello di Torino, che ha sancito il diritto dei riders di Foodora ad avere una retribuzione calcolata sulla base di quella vigente per i dipendenti del contratto collettivo logistica-trasporto merci (con tredicesima, ferie e malattia pagate). «Questa azienda è riuscita nell’impresa di costruire un meccanismo tale per cui questi fattorini venivano pagati meno di quello che, all’epoca, era la metà del corrispettivo di un voucher per lavoro occasionale. Cioè una miseria», ha commentato l’avvocato Sergio Bonetto.

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Daniele

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