Manovra, istituito il fondo per i risparmiatori truffati dalle banche

Il fondo ha una dotazione di 525 milioni di euro e sarà attivo per il periodo 2019-2021. Potranno fare richiesta i risparmiatori truffati di banca Etruria, Marche, Carife, Carichieti e delle due banche Venete. Esclusi, almeno per ora, i risparmiatori di Mps.

risparmiatori truffati

Uno dei punti più attesi della manovra finanziaria riguarda l’istituzione del fondo per i risparmiatori truffati dalle banche (banca Etruria, Marche, Carife, Carichieti e le due Venete). La legge di bilancio istituisce un fondo pari a 525 milioni di euro, dal 2019 al 2021, per persone fisiche, imprenditori individuali o coltivatori diretti, organizzazioni di volontariato, associazioni sociali e microimprese con meno di 10 occupati e fatturato inferiore ai 2 milioni di euro, colpiti dal crac delle banche finite in liquidazione coatta tra il 2015 e il 2018. Condizione necessaria per accedere il fondo, si legge, è che le azioni o obbligazioni bancarie siano state vendute «con violazioni massive degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza (misselling)».

Agli azionisti andrà un indennizzo del 30% dell’investimento. Per i bondisti, invece, la percentuale sale al 95% (comunque entro i 100 mila euro a testa, al netto di eventuali rimborsi ricevuti a titolo di transazione o risarcimento). La domanda di rimborso dovrà essere presentata tramite PEC entro 180 giorni dalla presentazione del decreto attuativo, che dovrebbe arrivare entro fine gennaio. A gestire il fondo sarà direttamente il ministero dell’Economia, che inizierà a erogare il ristoro a chi, nel 2018, aveva un Isee inferiore ai 35 mila euro.

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Ma è proprio dal ministero dell’Economia che arriva un avvertimento. La formulazione adottata nel testo, sopra riportata, non prevede una verifica caso per caso e riguarda anche chi ha acquistato i titoli non direttamente dalle banche. Elementi, questi, su cui già lo scorso dicembre i tecnici del Mef si erano detti scettici. «L’eliminazione della condizione dell’accertamento e del relativo danno, e la conseguente automatica corresponsione dell’indennizzo, in ragione di criteri vaghissimi e non qualificanti, non possono essere considerati compatibili con i limiti imposti dall’UE», si legge nella nota divulgata il 16 dicembre. Al momento da Bruxelles non sono arrivati moniti. Ma non si esclude che chiarimenti possano essere richiesti nei prossimi mesi.

A far discutere, inoltre, è la platea dei beneficiari del fondo. Come fatto notare da Linkiesta, infatti, risparmiatori e azionisti di Mps sarebbero esclusi dal rimborso. E ciò nonostante i risparmiatori della banca senese abbiano perso il 99,26% dei risparmi.

L’istituzione di un fondo per rimborsare i risparmiatori truffati dalle banche era stata una delle prime promesse fatte da Giuseppe Conte in seguito alla sua nomina a presidente del Consiglio. «Queste persone hanno il diritto di essere ascoltate dalle istituzioni, chiedono il rispetto dei loro diritti e che il loro risparmio venga tutelato, essendo frutto spesso di sacrifici. Questa tutela sarà uno dei principali impegni di questo governo. Chi ha subito truffe o raggiri sarà risarcito», aveva dichiarato.

Nonostante il fondo non ricomprenda i risparmiatori di Mps, possiamo considerare rispettata la promessa.

PROMESSA RISPETTATA

Leggi tutte le promesse di Giuseppe Conte

Daniele

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