Nel decreto su Quota 100 spunta l’aumento della tassa d’imbarco

L’art. 25 del decreto su Quota 100 dispone l’aumento da 3 a 5 euro (a biglietto) della tassa di imbarco, con cui si finanzia il Fondo per il trasporto aereo istituito nel 2004. Per Dario Balotta si tratta di «una scelta priva di equità che grava su passeggeri e contribuenti».

tassa d'imbarco

Foto: Corriere della Sera

Fa discutere la norma, contenuta nell’art.25 del decreto su Quota 100, che dispone l’aumento a 5 euro della tassa d’imbarco per finanziare il Fondo speciale per il trasporto aereo (FSTA). Il fondo è stato istituito nel 2004 e prorogato dai vari governi in carica. Finora il contributo prelevato ai viaggiatori era di circa 3 euro, diventati 5 con il decreto approvato la scorsa settimana dal consiglio dei Ministri.

In caso di crisi aziendale, il FSTA interviene per erogare specifici trattamenti per favorire i lavoratori interessati da riduzioni dell’orario di lavoro, sospensioni temporanee dell’attività lavorativa o da processi di mobilità (cassa integrazione guadagni straordinaria, cassa integrazione in deroga e solidarietà). Fino ad ora, ogni anno il fondo ha prelevato circa 220 milioni di euro all’anno. Tra personale di volo e personale di terra, sono circa 150 mila i potenziali beneficiari della prestazione.

Per Dario Balotta, presidente dell’Osservatorio nazionale liberalizzazioni infrastrutture e trasporti, si tratta di una tassa volta a favorire in particolare i lavoratori di Alitalia. L’aumento a 5 euro, ha spiegato, «servirà per rifinanziare il Fondo volo del trasporto aereo e permettere a piloti e assistenti, di Alitalia in particolare, che già possono andare in pensione sette anni prima delle altre categorie, di avere una cospicua integrazione delle indennità di disoccupazione o CIG fino alla maturazione del diritto a pensione».

Secondo Balotta quella del governo è «una scelta priva di equità, perché nessun settore può disporre di simili ammortizzatori sociali. Ma anche corporativa, perché il fondo viene alimentato da una tassa sui passeggeri (unica al mondo) e dai contribuenti». Un contributo a suo dire ingiustificato considerando che, dal 2004 al 2018, il settore del trasporto aereo è cresciuto in maniera significativa (passando da 126 milioni di passeggeri a 176 milioni).

«La spiegazione dell’inefficienza del settore e degli alti costi gestionali», ha concluso Balotta, «va ricercata nella mai risolta crisi di Alitalia e nella proliferazione di inutili scali aeroportuali che ne riducono la massa critica. Un sistema clientelare, consociativo e corporativo si è incuneato in un comparto che, anziché creare ricchezza, la distrugge».

Leggi tutte le promesse di Danilo Toninelli

Redazione La Clessidra

Redazione La Clessidra

LEAVE A COMMENT