Renzi: «Non correrò alle elezioni europee e non presenterò una mia lista»

L’ex premier conferma che non correrà alle elezioni europee e che non presenterà una sua lista personale. Annuncia il sostegno al progetto di Carlo Calenda e attacca il governo: «Il reddito di cittadinanza favorirà il lavoro nero. Il peso di Quota 100 cadrà sulle giovani generazioni».

elezioni europee

Foto: Panorama

Matteo Renzi non si candiderà alle elezioni europee della prossima primavera. A dirlo è lo stesso ex presidente del Consiglio durante l’intervistaStasera Italia, su Rete Quattro. «Non farò una mia lista, l’ho sempre definita una discussione da fantapolitica», ha affermato. «È evidente che c’è tanta gente che vuole raccontare l’Italia in positivo e a loro vorrei dare voce». Infine l’annuncio: «Non mi candiderò alle europee. Naturalmente – ha aggiunto – faccio il tifo per il centrosinistra e l’opposizione».

Dall’ex premier arriva l’endorsement al progetto Siamo Europei lanciato la scorsa settimana da Carlo Calenda. E non manca di lanciare una frecciatina ai suoi compagni di partito: «Calenda dice: “smettiamo di litigare”. Mi sembra un principio saggio: preoccupiamoci delle cose da fare. Io sono totalmente d’accordo, ma se mi metto io a parlare del Pd ripartono gli scissionisti. Sono ex premier, non ho bisogno di litigare nelle correnti».

Renzi conferma dunque la sua intenzione di continuare a fare politica da una posizione più defilata. Definisce «fantapolitica» la possibilità, circolata alcuni mesi fa negli ambienti politici, che nasca una sua lista in vista delle elezioni europee. E, pur garantendo che non correrà per il congresso, lascia aperto uno spiraglio. «Al governo posso anche tornare», dichiarava poche settimane fa.

Il giudizio sul governo gialloverde

Il giudizio sull’operato del governo è impietoso. Il reddito di cittadinanza «favorisce il lavoro nero e quelli che non vogliono lavorare». Quota 100 è in realtà un «prepensionamento» il cui peso ricadrà «su quelli che vengono dopo». Matteo Salvini è un influencer più che un politico. «Io vorrei che qualcuno gli ricordasse che è ministro dell’Interno. Non deve commentare i problemi della sicurezza, li deve risolvere».

Meno duro il giudizio sul premier Conte. «La cosa positiva che sta facendo – ha affermato – è cercare di valorizzare l’Italia in Africa. Su questo sta lavorando bene. L’unica cosa che gli chiedo è di essere intellettualmente onesto: non sta rispondendo a delle domande su come è diventato professore. Non si può rispondere sempre e solo da Bruno Vespa. Abbia coraggio e si presenti in Parlamento».

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Redazione La Clessidra

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