Nave Diciotti, il Tribunale dei ministri chiede l’autorizzazione a procedere contro Salvini

A sorpresa il Tribunale dei ministri di Catania chiede l’autorizzazione a procedere contro Salvini per la vicenda della nave Diciotti. Con tutta probabilità il ministro farà ricorso all’immunità parlamentare, chiedendo il supporto di Forza Italia e FdI. Incerta la posizione del M5S: terrà fede alle origini o difenderà l’alleato di governo?

nave diciotti

Foto: La Stampa

Si dice sorpreso, Matteo Salvini. Non si aspettava che i tre magistrati del Tribunale dei ministri di Catania chiedessero l’autorizzazione a procedere contro il ministro dell’Interno per la vicenda della nave Diciotti. Soprattutto non se lo aspettava dopo che, pochi mesi fa, il tribunale ordinario aveva chiesto l’archiviazione della procedura che vedeva il leader della Lega indagato per abuso di potere e sequestro di persona.

La notizia non sembra comunque toccarlo più di tanto. Anzi: il ministro rivendica con orgoglio la scelta fatta. «La cosa non mi scompone di un millimetro», ha dichiarato. «Tutti i giuristi consultati mi dicono che la cosa è totalmente infondata. Perché una scelta politica, può piacere o non piacere, ma va rispettata. La domanda è: può un ministro fare ciò che ha promesso agli elettori o deve decidere qualcun altro?». Ciò che il Salvini omette di dire è che l’azione politica è comunque sottoposta al rispetto delle norme di diritto interno e internazionale, e che la magistratura ha esattamente il compito di verificare se la scelta di impedire lo sbarco a 177 persone per giorni interi possa configurarsi come una decisione politica lecita.

Una partita tutta politica

Sarà il Senato a dover decidere con il voto se consentire al Tribunale di proseguire con le indagini o meno. La partita è tutta politica. Lo scorso 28 agosto Salvini si era detto pronto a sottoporsi a processo rifiutando l’immunità parlamentare. «Se il Tribunale dirà che devo essere processato andrò davanti ai magistrati a spiegare che non sono un sequestratore. Voglio proprio vedere come va a finire», aveva dichiarato in un’intervista a Libero.

Una posizione diversa da quella annunciata ieri durante la diretta Facebook. «Sono sicuro del voto dei Senatori della Lega, perché stiamo semplicemente mantenendo quello che ci eravamo impegnati a fare in campagna elettorale chiedendo il voto agli italiani. Vediamo come voteranno tutti gli altri Senatori. Vediamo se ci sarà una maggioranza in Senato che dice: “Sì, Salvini è colpevole. Salvini deve essere processato, Salvini deve essere incarcerato perché ha abusato, ha sequestrato, ha trattenuto, è un delinquente». Solo in serata il ministro ha avanzato l’ipotesi di rinunciare all’immunità. «Il Matteo Salvini di popolo è tentato. Sono tentato di dire “andiamo avanti. Processatemi”. Ma voglio dormirci sopra».

Se, come sembra, il ministro dovesse ricorrere all’immunità parlamentare, la palla passerebbe in mano al Movimento 5 Stelle. Che si troverebbe di fronte a un bivio: tener fede alle proprie origini, autorizzando le indagini della magistratura, o difendere l’alleato di governo, come del resto aveva già fatto lo scorso agosto. Ricordiamo, infatti, che il M5S ha sempre condannato l’abuso che i parlamentari hanno fatto dell’immunità. Lo stesso Luigi Di Maio era arrivato a chiedere l’abolizione dell’istituto:

immunità parlamentare

A guidare l’ala intransigente è la Senatrice pentastellata Elena Fattori, estremamente critica verso l’operato del ministro dell’Interno e per questo sottoposta a procedimento disciplinare dai vertici del partito. «Se fosse coerente, Salvini rinuncerebbe all’immunità parlamentare e si farebbe processare». «Noi siamo sempre stati contrari sia all’immunità sia all’insindacabilità», ha aggiunto. «Per coerenza abbiamo quasi sempre votato per l’autorizzazione a procedere. Vedrò come si comporterà il ministro e poi deciderò».

L’aiuto di FdI e FI

Entro 60 giorni, la Giunta per le Autorizzazioni a procedere del Senato dovrà esprimersi sulla processabilità del ministro Salvini. Il rischio è che i soli voti del Movimento 5 Stelle non siano sufficienti per evitare l’avvio delle indagini. Ecco perché, con tutta probabilità, la Lega chiederà sostegno a Fratelli d’Italia e soprattutto a Forza Italia, alleati nella coalizione di centro-destra e garantisti. Uno scenario, questo, che potrebbe accrescere ulteriormente le tensioni interne alla maggioranza di governo.

Daniele

Daniele

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