Tav, la Francia è intenzionata a proseguire i lavori. Alta tensione tra M5S e Lega

Indipendentemente dall’esito dell’analisi costi-benefici chiesta dal governo italiano, la Francia si è detta pronta a proseguire i lavori di realizzazione della Tav. Dalla Commissione Europea avvertono: in caso di stop ai lavori l’Italia restituisca gli investimenti stanziati.

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Foto: La Stampa

È di alcuni giorni fa la notizia che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha inoltrato i risultati dell’analisi costi-benefici sulla Tav al governo francese. Come ribadito più volte, l’esito è negativo: i costi superano i benefici di un ammontare pari a circa 7 miliardi. Stando a quanto riporta La Stampa, da Parigi sembrano intenzionati a proseguire con i lavori indipendentemente dal responso dell’analisi chiesta dall’Italia (che sappiamo essere negativo). Per la Francia, dunque, la Torino-Lione va fatta. Al limite, riporta il quotidiano piemontese, può essere prevista la cancellazione della stazione di Susa.

Da Parigi lamentano poi alcune anomalie nei documenti ricevuti. Innanzitutto, il fatto che la metodologia di lavoro utilizzata nello studio non sembra trovare riscontro nelle regole francesi né in quelle della UE. In secondo luogo, il fatto che il Mit non ha inviato quella parte di analisi nella quale vengono definiti i costi dello stop ai lavori, quantificati in circa 7 miliardi di euro.

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A questo punto, dunque, la scelta sul da farsi ricade sul governo italiano. Che dovrà prendersi la responsabilità politica ed economica di venir meno a un accordo internazionale. Durante l’incontro con il sindaco di Milano Giuseppe Sala, la commissaria UE ai Trasporti Violeta Bulc ha spiegato che, in caso di stop ai lavori, l’Italia dovrà restituire gli 813 milioni di investimenti già stanziati dall’Unione Europea per la realizzazione dell’alta velocità.

Ma per l’Italia resta aperto anche il fronte interno. La spaccatura in seno alla maggioranza sulla Tav non sembra possa essere ricucita. A irritare il Carroccio anche il fatto che i risultati dell’analisi siano stati inviati a Parigi senza prima essere condivisi all’interno del governo. Se il premier Conte si mostra fiducioso («All’esito dell’istruttoria si tratta di riunirsi e decidere collegialmente in modo trasparente, per una garanzia di decisione né emotiva né preda di valutazioni personali ma nell’interesse collettivo», ha dichiarato), tra M5S e Lega il clima rimane teso. Al momento la mediazione tra le due forze politiche, che partono da posizioni diametralmente opposte, sembra impossibile.

 

Redazione La Clessidra

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