Elezioni in Abruzzo, vittoria del centrodestra a trazione leghista. Seguono PD e M5S

Le elezioni in Abruzzo confermano il trend positivo per la Lega, che ha ottenuto il 28% dei voti. Secondo posto per la coalizione di centrosinistra, con il PD stabile all’11% dei voti. Segue il M5S, con il 20% dei voti (contro il 35% ottenuto alle nazionali).

elezioni in Abruzzo

Foto: TPI

Sarà Marco Marsilio, a guida della coalizione di centrodestra, il nuovo presidente della Regione Abruzzo. Il risultato delle elezioni in Abruzzo è inequivocabile. La coalizione guidata dall’esponente di Fratelli d’Italia ha superato il 48,03%, seguita dalla coalizione di centrosinistra, ferma al 31,08%. Indietro il Movimento 5 Stelle, che si attesta al 20,20%. L’affluenza è stata del 53,12% degli aventi diritto, in calo dell’8,43% rispetto alle precedenti elezioni.

Si tratta di un risultato importante per la Lega che, con il 28% di voti, si afferma primo partito nella regione e contribuisce in maniera al successo del centrodestra, che ha guadagnato un +15% rispetto a un anno fa.

Grande soddisfazione è stata espressa da Marsilio, dato per favorito in tutti i sondaggi. «È un’emozione fortissima. Come coalizione abbiamo fatto un partito straordinario e abbiamo costruito una squadra per dare un futuro agli abruzzesi», ha commentato dopo i primi exit poll. Per Marsilio «la ricostruzione sarà la nostra priorità assoluta. È rimasta ferma in questi ultimi tempi, è una vergogna che dobbiamo cancellare assolutamente. Il centrodestra ha già dimostrato con la ricostruzione del 2009 e torneremo a replicare quel modello. La mia assoluta priorità è rimettere in pochi mesi le persone nelle condizioni di rientrare nelle loro case».

Ottimista anche Giovanni Legnini, candidato per la coalizione di centrosinistra. «Tutti i sondaggi ci davano terzi, mentre siamo ampiamente secondi. Penso che il centrosinistra in Italia debba riaprire un canale di partecipazione. Debba tendere verso un modello coalizionale aperto e largo, come abbiamo fatto qui». Anche se, a ben vedere, per il Pd il momento storico resta delicato. Se la coalizione, sostenuta da numerose liste civiche, ha ottenuto nel complesso un risultato discreto, il Partito Democratico da solo ha raccolto appena l’11,2% dei voti.

Ma a far discutere è soprattutto il risultato del Movimento 5 Stelle, che alle nazionali del 4 marzo aveva ottenuto il 35% dei voti. La candidata Sara Marcozzi ha parlato di «sconfitta della democrazia» e denunciato che sia stato concesso «a otto liste create poco prima delle elezioni» di partecipare alla competizione. Si è detta comunque soddisfatta del risultato ottenuto dal partito, specie in confronto a Pd e FI («Dovrebbero farsi un esame di coscienza», ha commentato).

Sebbene l’esito per i 5 Stelle non sia da considerare deludente, soprattutto se si considera che ha corso in solitaria e che alle scorse regionali aveva ottenuto il 21,38%, in molti si aspettavano che i pentastellati avrebbero ottenuto il secondo posto. Le elezioni in Abruzzo da un lato confermano le difficoltà dei 5 Stelle nelle elezioni locali, dove la retorica antipolitica ha naturalmente meno attrattività; e, dall’altro, confermano la dinamica che sembra registrarsi a livello nazionale, con il progressivo spostamento degli equilibri a favore della Lega e un lento arretramento del M5S.

L’attenzione ora si sposta sulle Regionali in Sardegna, che si svolgeranno a fine mese.

Redazione La Clessidra

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