Salvini ai pastori sardi in protesta: «Soluzione entro 48 ore per restituire dignità»

Il premier Conte e i ministri Centinaio e Lezzi hanno incontrato ieri una delegazione di pastori sardi, da giorni impegnati in proteste contro il crollo del prezzo del latte. La soluzione resta lontana.

pastori sardi

Foto: Il Fatto Quotidiano

AGGIORNAMENTO

«Lavoro per una soluzione entro 48 ore per restituire dignità e lavoro ai sardi». Questa la promessa fatta dal ministro Salvini alla delegazione di pastori sardi che ha ricevuto oggi al Viminale.

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Ieri il presidente del Consiglio Conte e i ministri Centinaio e Lezzi si sono recati a Cagliari per incontrare i pastori sardi, da giorni impegnati in una protesta per denunciare il crollo del prezzo del latte. «Abbiamo incontrato una delegazione di allevatori, in particolare il Movimento pastori sardi», ha dichiarato il premier. «Il 21 febbraio, alle ore 11.30, ci sarà un tavolo di filiera. Adesso saranno allo studio delle misure per venire incontro alle loro richieste».

Per il ministro dell’Agricoltura Centinaio «l’idea è quella di aprire un tavolo di filiera subito, per il 21 febbraio, dove saranno presenti tutti i rappresentanti: pastori, associazioni di categoria e trasformatori. Il nostro obiettivo – ha aggiunto – è di far sedere al tavolo anche la grande distribuzione. Spero che anche da parte dei pastori vi sia la volontà di interrompere i presidi almeno fino al 21 di febbraio. Bisogna anche capire se i consorzi hanno tutelato i consorziati, e quindi i produttori, se le quote sono state rispettate e se il consorzio è in regola. Faremo dei controlli». Identica la linea della ministra per il Sud Lezzi: «È necessario compiere una verifica sul consorzio rispetto all’attivazione delle quote latte. Allo stesso tempo è auspicabile una mediazione con le aziende di trasformazione per giungere a una rapida soluzione».

Felice Floris, guida del movimento, si dice soddisfatto per l’incontro. Ma, ribadisce, la soluzione resta lontana. «Il governo è attento e noi lo ringraziamo. Però ci servono risposte in tempi brevi», ha commentato. «Per questo i presidi si intensificheranno nei prossimi giorni: noi non molliamo». Nel caso non si trovasse una soluzione, ha aggiunto Floris, «bloccheremo i seggi elettorali» delle elezioni regionali che si svolgeranno il 24 febbraio. Massimiliano Obinu, pastore di Siamanna, minaccia di stracciare la tessera elettorale: «Siamo pronti a stracciare le schede elettorali. Le persone non vivono più. Un litro di latte ci viene pagato 0,54 euro. Si accumulano solo debiti».

I pastori sardi denunciano il crollo del prezzo del latte, in particolare quello di capra, che al momento è sceso sotto i 60 centesimi al litro. Un prezzo così basso, hanno spiegato gli allevatori, che venderlo o gettarlo per strada non fa alcuna differenza. La protesta si è estesa a tutta l’isola ed è giunta anche fuori, con mobilitazioni e messaggi di solidarietà provenienti da Milano, Firenze e Roma. Al fianco dei manifestanti si è schierata Coldiretti, secondo la quale «ci sono le condizioni per un intervento immediato dell’Antitrust contro la speculazione in atto sul prezzo del latte». «Si sta speculando sulla crisi con i margini che diventano sempre più negativi per i pastori, costretti a gesti esasperati per far sentire la loro voce», è la denuncia.

Nonostante gli impegni e le parole rassicuranti, dunque, la protesta dei pastori sardi continua a oltranza.

PROMESSA NON RISPETTATA (leggi QUI)

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Daniele

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