Tav, pubblicati i risultati dell’analisi costi-benefici. Governo spaccato sull’alta velocità

All’indomani della pubblicazione dell’analisi costi-benefici, resta alta la tensione tra M5S e Lega sulla Tav. Si delinea sempre più chiaramente l’ipotesi di un bivio: il referendum oppure lo stop ai lavori in cambio dell’immunità a Salvini.

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Foto: La Stampa

Sono stati resi noti ieri i dettagli dell’analisi costi-benefici sulla Tav. Come anticipato nelle scorse settimana, l’esito è negativo: per la commissione che ha esaminato il progetto i costi superano i benefici per una cifra compresa tra i 7 e gli 8 miliardi. I benefici, si legge nel testo, ammontano a circa 800 milioni (per una analisi più approfondita, rinviamo al testo originale). Positiva la reazione del comitato No Tav. «Chiediamo subito la smilitarizzazione del cantiere e la rimozione dei vertici di Telt e dell’Osservatorio», hanno scritto sulla pagina Facebook Notavinfo. «Noi l’analisi e il risultato lo abbiamo chiaro da quasi 30 anni. Ogni euro usato per la Tav è un euro rubato alle necessità del Paese».

Le reazioni di M5S e Lega

Come ci si aspettava, le reazioni politiche sono state immediate. Il primo a intervenire sul tema è stato il ministro Toninelli. «I numeri dell’analisi economica e trasportistica sono estremamente negativi, direi impietosi», ha commentato. «Stiamo parlando di costi che, su un trentennio di esercizio dell’opera, superano i benefici di quasi 8 miliardi, tenendo conto del solo esborso per il completamento. Una cifra che scende appena a 7 miliardi se si considera uno scenario più “realistico” di crescita dell’economia, dei traffici e di cambio mondiale». Per il ministro, dunque, «è evidente che ci siano altre priorità infrastrutturali in questo Paese».

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Dalla Lega non ci stanno. «Chi ha letto la relazione – ha replicato il ministro Salvini – mi dice che ci sono dati un po’ strani che ci confermano l’idea di andare avanti. Continuo a essere convinto del Sì. Se è contato come un danno il fatto che la gente consuma meno benzina perché va in treno – ha aggiunto -, per me quello è un vantaggio. Una volta risolto il problema della Sardegna, risolviamo anche quello». Per il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, lo studio condotto «è un’analisi tecnica come altre, non il Vangelo. Prima di mandare a monte la Tav ci penserei bene». Armando Siri, sottosegretario leghista alle Infrastrutture, si è detto ottimista sul futuro dell’opera: «Ci sono argomenti su cui potremmo discutere e discuteremo attorno a un tavolo: troveremo una sintesi di buonsenso».

Le critiche delle opposizioni

Critiche arrivano dalle opposizioni. Per il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino «si delinea uno scenario che rischia di penalizzare pesantemente l’economia, lo sviluppo e la condizione ambientale delle nostre regioni. Ora il governo si assuma la responsabilità di decidere, anche se temo di non sbagliare dicendo che farà, su opposte sponde, solo campagna elettorale». Duro anche il commento di Mara Carfagna. «Alle balle di Toninelli non crede più nessuno. Chi attenta al benessere degli italiani – ha scritto su Twitter – è proprio il M5S, che ha portato il Paese in recessione». Per Vincenzo Boccia (Confindustria) «L’apertura di questi cantieri a regime determina 50 mila posti di lavoro. (La realizzazione della Tav, ndr) è una grande occasione per dare lavoro a 50 mila persone. Io l’analisi l’ho già fatta: ho dato un dato, a noi basta».

Una partita tutta politica

Nella notte, intanto, il premier Conte ha convocato un vertice lampo a Palazzo Chigi per discutere del futuro della Tav e della crisi in Venezuela. L’assenza del ministro Di Maio, rimasto al Mise, ha però impedito che venisse affrontato il nodo dell’alta velocità. A questo punto è evidente che la soluzione non potrà che essere politica. Le strade che si aprono sono due: il referendum, come richiesto dalla Lega, oppure lo stop ai lavori. In questo caso, è probabile che la partita si riduca a un puro scambio di favori tra M5S e Lega: l’immunità a Salvini per il processo sulla nave Diciotti in cambio dello stop alla Tav.

Daniele

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