Di Maio apre al dialogo con le liste civiche. Fine del tabù delle alleanze?

Dopo l’esito delle Regionali in Abruzzo, il leader del M5S apre al dialogo con le liste civiche nelle elezioni locali. La decisione sarà sottoposta al voto degli iscritti.

liste civiche

Foto: Il blog delle Stelle

Il processo di istituzionalizzazione del Movimento 5 Stelle procede inesorabile. La metamorfosi da movimento di piazza a partito è ormai ad uno stadio avanzato. Non sorprende, quindi, l’annuncio fatto ieri da Luigi Di Maio in seguito al risultato delle Regionali in Abruzzo. In un post sul blog delle Stelle, il capo politico del M5S ha annunciato che, nei prossimi mesi, si svolgeranno una serie di consultazioni volte a ridefinire l’organizzazione locale del partito. In particolare, ha spiegato Di Maio, bisognerà decidere se aprire alle liste civiche oppure continuare a presentarsi in solitaria.

Quello delle alleanze è uno dei grandi tabù del Movimento 5 Stelle. «Il Movimento non si allea con nessuno» è stato uno dei mantra che ha definito l’identità stessa del soggetto politico fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, sempre attento a differenziarsi rispetto ai competitors. Oggi che quel movimento si è fatto partito, quel tabù rischia di essere accantonato. Per Di Maio è necessario aprire «a nuovi mondi con gli uninominali», portando dentro «tante competenze, coinvolgendo persone del mondo accademico, scientifico, delle forze dell’ordine, dell’imprenditoria e incontrando quotidianamente un’impresa per ascoltare i problemi veri delle persone».

Per questo, ha aggiunto, «nelle prossime settimane presenterò agli iscritti del Movimento delle proposte da sottoporre a consultazioni online. Dobbiamo affrontare il tema dell’organizzazione nazionale e locale, dobbiamo aprire ai mondi con cui sui territori non abbiamo mai parlato, dobbiamo decidere se guardare alle liste civiche radicate sul territorio». Del resto, l’apertura da altri soggetti politici potrebbe essere l’unico modo per il M5S di uscire dall’impasse nelle competizioni locali.

Competizioni dove contano molto fattori come la conoscenza diretta dei candidati, il radicamento territoriale, l’inserimento nel tessuto sociale. Dove, per contro, la retorica antipolitica e populista che premia il Movimento 5 Stelle alle nazionali fa più fatica a essere determinante. E dove le difficoltà di tenere il passo con la Lega si traducono inevitabilmente nella crescita dell’astensione e nello spostamento di voti da un partito all’altro, come evidenziato dall’analisi dei flussi elettorali in Abruzzo.

A questo annuncio si aggiunge una riflessione. «È necessario arrivare sempre alle amministrative con un percorso che preveda un lavoro sul territorio fatto di incontri con categorie, mondo del sociale, con gli amministratori. Non improvvisando, come a volte accade. Questo vuol dire pure che dove non siamo pronti dobbiamo smetterla di presentarci». Ma a chi parla di crisi del Movimento 5 Stelle, Di Maio replica: «Si mettano l’anima in pace». E sulla tenuta dell’esecutivo assicura: «I nostri iscritti hanno votato il contratto di governo e io ho dato la mia parola agli italiani che si va fino in fondo. Questo governo durerà 5 anni e ispirerà tanti altri governi europei».

Leggi tutte le promesse di Luigi Di Maio

Daniele

Daniele

LEAVE A COMMENT