Tav, approvata la mozione congiunta M5S-Lega per ridiscutere il progetto

La Camera ha approvato la mozione, presentata da M5S e Lega, che impegna il governo a ridiscutere integralmente il progetto per la Tav. Critiche arrivano dalle opposizioni, che denunciano lo scambio di favori dopo il caso Diciotti.

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Foto: La Stampa

AGGIORNAMENTO DEL 22/02/2019

La mozione che impegna il governo a ridiscutere interamente il progetto della Tav, presentata da M5S e Lega, è stata approvata dalla Camera con 261 voti favorevoli, 136 contrari e due astenuti. Bocciate invece le mozioni presentate da Forza Italia, Partito Democratico e Fratelli d’Italia che chiedevano lo sblocco dei bandi di gara per la realizzazione del tunnel di base.

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Il nuovo capitolo sulla Tav si è aperto nella serata di ieri. I capigruppo alla Camera Francesco D’Uva (M5S) e Riccardo Molinari (Lega) hanno presentato una mozione che, contratto di governo alla mano, prevede di «ridiscutere integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo Italia e Francia». La mozione sarà discussa e votata oggi dall’Aula. A chi, come le imprese del Nord, vede con sospetto la scelta fatta dalla maggioranza, Molinari replica fiducioso: «La posizione della Lega resta sempre la stessa: richiamiamo il contratto di governo che ci impegna a valutare come realizzare quest’opera nel rispetto degli accordi internazionali».

Nella mozione, che impegna il governo a ridiscutere il progetto, viene ripercorso l’intero iter che, dal 2001, ha portato allo sviluppo dell’opera. Fino ad arrivare all’analisi costi-benefici voluta e realizzata dal governo gialloverde, il cui scopo è «consentire un’allocazione delle risorse più efficiente per supportare il procedimento decisionale, con cognizione di causa, se attuare o meno una proposta di investimento o se optare per eventuali alternative».

«Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’omologa francese Elisabeth Borne – si legge – hanno firmato congiuntamente una lettera indirizzata al soggetto attuatore Telt per posticipare i bandi di gara relativi al tunnel di base». Un iter che, spiegano gli esponenti della maggioranza, «persegue l’obiettivo di avere un rapporto di collaborazione e condivisione con la Francia e, contestualmente, con la Commissione UE».

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Se la mozione dovesse essere approvata, come sembra, la decisione finale sulla Tav verrebbe posticipata – addirittura a dopo le elezioni europee, dicono alcuni. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria si è però mostrato scettico a questa eventualità. «Non soltanto dobbiamo rilanciare gli investimenti pubblici, ma dobbiamo mandare un messaggio di serenità a tutti quelli che vogliono investire sul lungo termine in Italia», ha dichiarato alla tv pubblica France 3.

Le opposizioni insorgono e denunciano lo scambio di favori tra M5S e Lega sulla Tav. Per il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino (Pd), «Alla luce delle dichiarazioni di ieri del rappresentante della UE, che chiedeva di fare in fretta nell’avvio dei bandi, questo vuol dire una sola cosa: se la maggioranza approverà questa mozione, sarà come mettere una pietra tombale sulla Torino-Lione. La Lega – ha concluso – svela il suo vero volto: non a caso dopo il salvataggio del ministro dell’Interno da parte dei 5 Stelle».

Per Mariastella Gelmini (Fi), «Grazie all’inesperienza di questa maggioranza di governo si perderanno centinaia di milioni di finanziamenti europei e si bloccherà la realizzazione di un’opera strategica già in cantiere. Nella mozione di maggioranza firmata dai capigruppo di Lega e 5 Stelle, infatti, si parla di ridiscutere integralmente il progetto della Tav, che in pratica significa azzerare tutto. Una scelta incomprensibile e inaccettabile di cui chiederemo conto alla maggioranza in Aula».

Critiche arrivano anche dal mondo imprenditoriale. «È un atto che va contro gli interessi del territorio e del Paese. Si tratta soprattutto di un passo che danneggia le imprese e i lavoratori e che va contro le necessità di crescita dell’economia e dell’occupazione, oltre che minare le prospettive di sviluppo per il nostro territorio e l’Italia», hanno commentato i rappresentanti piemontesi. «Chiediamo che venga ritirata la mozione e che chi ha la responsabilità di governare l’Italia lo faccia con la doverosa attenzione alle imprese, ai lavoratori e alle famiglie, che chiedono solo di essere nella condizioni di produrre in un Paese competitivo, efficiente, attento alle esigenze di una crescita equilibrata».

Il ministro Salvini difende però la scelta dell’esecutivo e rassicura: «Non c’è alcun blocco della Tav. C’è solo una revisione del progetto con l’obiettivo di portarlo a termine. Faccio e farò tutto il possibile – ha aggiunto – perché la Tav si faccia. Il progetto può essere rivisto e si possono risparmiare dei soldi, ma il treno inquina meno e costa meno delle auto».

 

Daniele

Daniele

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