Lega e M5S rinviano la discussione sulla riforma della legittima difesa

La discussione alla Camera sulla riforma della legittima difesa è stata rinviata alla prossima settimana. Per le opposizioni si tratta dell’ennesima spaccatura tra M5S e Lega.

riforma della legittima difesa

La Camera ha rinviato alla prossima settimana la discussione sulla riforma della legittima difesa. Stando al calendario dei lavori parlamentari, il provvedimento avrebbe dovuto essere discusso questa settimana per l’approvazione entro metà marzo.

Il rinvio, hanno spiegato i Deputati di maggioranza, si è reso necessario per lasciare il posto alla proposta di legge sulle partecipazioni in società operanti nel settore lattiero-caseario. Secondo il leghista Flavio Gastaldi, occorre dare «la giusta priorità a un settore martoriato da troppo tempo e che merita risposte urgenti». Lo stesso vicepremier Di Maio ha assicurato che «il cronoprogramma delle leggi non cambia» e ha bollato come «fake news» le accuse di aver spinto per posticipare il voto sulla norma.

Le opposizioni sono andate all’attacco e hanno visto nel rinvio il riemergere del dissidio con i 5 Stelle, inizialmente contrari alla riforma della legittima difesa voluta dalla Lega. «Chiedete lo slittamento solo perché non siete d’accordo», ha commentato la capogruppo forzista Maria Stella Gelmini. «Il testo è pronto ed è stato fermato solo per ragioni contabili. Tutto ciò è incomprensibile. Noi ci opponiamo e chiediamo che quest’Aula analizzi finalmente il diritto alla difesa».

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Sempre al M5S si rivolge l’ex ministro della Difesa Andrea Orlando (Pd). «Il problema è che il giustizialismo di Salvini non vi sta pagando, come avete visto in Sardegna», ha dichiarato. «Il rinvio non copre la vergogna di una coalizione che ormai non tiene più niente». E Nicola Fratoianni (LeU) ha aggiunto: «Mi auguro proprio che il rinvio della proposta di legge sulla legittima difesa sia dovuto a evidenti e forti problemi nel governo e nella maggioranza, e che i parlamentari del M5S abbiano uno scatto di dignità».

La notizia del rinvio è stata accolta positivamente dall’Associazione nazionale magistrati. Per l’Anm l’Italia non ha bisogno di una riforma della legittima difesa, perché «l’istituto della legittima difesa è sufficientemente regolamentato. La tutela rafforzata della legittima difesa nel domicilio e nel negozio è già stata introdotta nel 2006. Oltretutto – si legge in una nota – con questa riforma si lancia il messaggio sbagliato che, se succede un fatto astrattamente riconducibile alla legittima difesa, non si deve fare nessun accertamento. Questo non è possibile perché se un soggetto muore, le indagini il PM le deve fare».

Redazione La Clessidra

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