Le norme sui riders potrebbero arrivare con un emendamento al decretone

Il governo starebbe lavorando a un emendamento al decretone su reddito di cittadinanza e quota 100. Al suo interno le nuove norme a tutela dei riders, tra cui il divieto della retribuzione a cottimo e l’obbligo di assicurazione Inail.

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Potrebbero arrivare con un emendamento al decretone su reddito di cittadinanza e quota 100 le tanto attese norme a tutela dei riders. L’obiettivo è riconoscere gli operatori del food delivery come collaboratori, equiparando le loro tutele a quelle di un lavoratore subordinato. Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, l’emendamento prevedrebbe il divieto della retribuzione a cottimo (ancora in via di valutazione), l’obbligo di assicurazione Inail (con premio all’1,2%) nonché l’obbligo per l’azienda di garantire almeno 6 ore di formazione sulla sicurezza, di fornire dispositivi di protezione e di garantire la sorveglianza sanitaria.

Non è la prima volta che il governo annuncia di essere vicino alla svolta per una maggiore tutela dei riders. L’ultimo annuncio risale a gennaio, quando il ministro Di Maio aveva assicurato che le nuove norme sarebbero arrivate entro marzo. «L’Italia – aveva aggiunto il leader pentastellato – si prepara ad essere la prima nazione europea a normare questa professione».

L’annuncio seguiva la sentenza della Corte di Appello di Torino, che aveva sancito il diritto dei riders di Foodora ad avere una retribuzione calcolata sulla base di quella vigente per i dipendenti del contratto collettivo logistica-trasporto merci (con tredicesima, ferie e malattia pagate). «Questa azienda è riuscita nell’impresa di costruire un meccanismo tale per cui questi fattorini venivano pagati meno di quello che, all’epoca, era la metà del corrispettivo di un voucher per lavoro occasionale. Cioè una miseria», aveva commentato l’avvocato Sergio Bonetto.

Già lo scorso giugno il neo-insediato ministro aveva assicurato che la normativa sui riders sarebbe stata contenuta nel decreto dignità. «Non accettiamo ricatti. I nostri giovani prima di tutto», aveva annunciato. Il decreto dignità è stato approvato, ma al suo interno non vi era nessuna norma in merito. A mesi di distanza, il titolare del Mise aveva promesso una legge entro fine 2018: «Sono fiducioso del fatto che entro fine anno troviamo una soluzione per i riders». Non ci resta che attendere e verificare se, a otto mesi di distanza dall’annuncio originario, la tanto attesa normativa sui riders riuscirà a vedere la luce.

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Redazione La Clessidra

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