La Camera approva la riforma della legittima difesa. M5S assente dai banchi del governo

Il voto sulla riforma della legittima difesa acuisce le distanze tra Lega e M5S. Sono 25 i Deputati pentastellati che si sono assentati in segno di protesta. Critiche al provvedimento arrivano dall’Anm e dall’Ucp: «Pura propaganda».

riforma della legittima difesa

Con 373 voti a favore, 104 contrari e 2 astenuti, la Camera ha approvato ieri la riforma della legittima difesa. Al momento della votazione, sui banchi del governo erano presenti solo i ministri leghisti. 25 Deputati pentastellati si sono assentati in segno di protesta. A questi vanno aggiunti i 29 “assenti giustificati” per impegni istituzionali concomitanti. Segni, questi, della freddezza con cui il Movimento 5 Stelle ha accolto il provvedimento fortemente voluto dalla Lega e da tutto il centro-destra.

Del resto le discussioni sulla questione, fin dallo scorso autunno, sono state incandescenti. Il M5S ha cercato prima di emendare il testo leghista, salvo poi ritirare le modifiche che lo avrebbero ammorbidito. Il voto alla Camera è stato poi posticipato di una settimana, anche per via dei malumori tra le file dei pentastellati. Malumori trascritti in un documento, a firma di Rina De Lorenzo, nel quale la riforma viene definita «costituzionalmente illegittima». Lo stesso Luigi Di Maio, interrogato sulla questione, ha confessato che sulla questione «non è che ci sia tutto questo entusiasmo nel Movimento 5 Stelle, ma è nel contratto e io sono leale al contratto. Quindi si porta avanti e si vota».

Riforma della legittima difesa: cosa prevede?

L’art. 1 del ddl sulla legittima difesa modifica l’art. 52 del Codice penale. Esso riconosce sempre la sussistenza della proporzionalità tra offesa e difesa qualora il soggetto, per «difendere la propria o la altrui incolumità, i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione», utilizzi «un’arma legalmente detenuta o altro mezzo idoneo». In altre parole, la difesa sarà sempre legittima (anche qualora l’altra persona non sia armata). Inoltre, la riforma interviene sull’art. 55 del Codice penale ed esclude la punibilità di chi si è difeso «in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto».

Viene poi esclusa la responsabilità civile per chi si è difeso da aggressione, mentre nei casi di eccesso colposo viene riconosciuta una indennità calcolata dal giudice in base alla gravità della situazione, alle modalità realizzative dell’aggressione e del contributo causale della condotta.

La riforma estende peraltro le norme sul gratuito patrocinio per i soggetti nei cui confronti sia stata disposta l’archiviazione, il proscioglimento o il non luogo a procedere per fatti avvenuti in situazioni di legittima difesa o di eccesso colposo. Lo Stato può comunque chiedere il pagamento anticipato delle spese nel caso in cui, a seguito di riapertura delle indagini o di revoca del proscioglimento, il soggetto venga poi condannato.

Infine, il ddl prevede sanzioni più severe per i reati di violazione di domicilio (fino a quattro anni), furto in appartamento e rapina (fino a sette anni). Inasprite anche le sanzioni economiche, che passano da un massimo di 2000 euro a un massimo di 2500 euro.

Le reazioni della giurisprudenza

La riforma della legittima difesa è stata accolta in maniera tiepida da giuristi e magistrati. Come riporta la rivista Diritto.it, essa «non sembra apportare grandi innovazioni» né avere «alcun effetto sostanziale sul piano applicativo». Pertanto, il provvedimento «pare avere più una funzione politica, di affermazione di un concetto (il cittadino deve potersi sentire sicuro di agire nel lecito quando, all’interno della propria abitazione, protegge sé stesso od i propri cari), che valenza giuridica». Più duro il giudizio della rivista Diritto Penale Contemporaneo, nella quale si legge che la norma già esistente in materia era più che sufficiente e non c’era bisogno di «ricorrere a modifiche che, per molti versi, pongono e porranno problemi di legittimità costituzionale».

Francesco Minisci, presidente dell’Anm, ha duramente criticato la nuova normativa poiché «lancia il messaggio sbagliato». Ossia che, essendo la difesa sempre legittima, i procedimenti giudiziari non verranno più avviati. «Un’affermazione non vera – ha spiegato -, che rischia di mettere nei guai quei cittadini che dovessero pensare di avere molto più libertà dopo l’approvazione della legge». Il presidente dell’Unione delle Camere penali, Gian Domenico Caiazza, ha definito la riforma «pura propaganda» e ha concluso che «stiamo parlando del nulla».

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Daniele

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