Salario minimo, Di Maio sfida Zingaretti: «Il Pd voti la nostra proposta»

Il ddl pentastellato prevede l’introduzione di un salario minimo pari a 9 euro lordi all’ora. Immediata la replica dei Democratici: «Se vuole il M5S può votare la nostra proposta depositata lo scorso maggio».

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È sfida aperta tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico sul salario minimo. Fra pochi giorni il Parlamento dovrebbe avviare la discussione del ddl n. 658, presentato nel luglio 2018 dalla pentastellata Nunzia Catalfo e già in discussione da oltre un mese in commissione Lavoro alla Camera. Ed è proprio su questo tema, indubbiamente più vicino a politiche di sinistra, che il leader del M5S intende mettere alla prova il neo eletto segretario Dem. «Il M5S fra pochi giorni porta in Parlamento una misura che introduce ed estende il salario minimo a tutte le categorie di lavoratori», ha annunciato Luigi Di Maio. «Sul tema mi auguro di vedere un’ampia convergenza parlamentare, a partire proprio da Zingaretti».

Una mossa, quella di Di Maio, dal duplice intento politico. Da un lato, mira a mantenere aperto il dialogo con il Pd su proposte riguardanti le questioni sociali, specie in seguito all’acuirsi delle divergenze con la Lega. E, dall’altro, mira a inchiodare il partito a un bivio: accettare l’offerta proveniente dal M5S, con il coro di critiche che questo scatenerebbe, oppure rifiutare l’offerta ed essere accusato di non essere abbastanza di sinistra.

Al momento le risposte Dem sono piuttosto tiepide. Dall’ala renziana arriva un secco no: «Il ministro Di Maio è sempre sbadato», ha replicato Andrea Marcucci. «È il M5S che, se vuole, potrà votare il disegno di legge sul salario minimo che nel maggio scorso ha presentato il nostro collega Mauro Laus». Lo stesso Nicola Zingaretti ha risposto alla sfida di Di Maio, sottolineando che «i processi politici non si fanno con le furbizie».

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La proposta del Movimento 5 Stelle intende introdurre un salario minimo di 9 euro lordi all’ora, da aggiornare ogni anno in base all’inflazione. Quella del Pd punta a 9 euro netti all’ora, anch’essi da aggiornare in base all’inflazione. La principale differenza tra le due proposte riguarda il rapporto con il Ccn. La proposta pentastellata mira infatti a sostenere la contrattazione collettiva, motivo per cui il ministro Di Maio ha convocato un tavolo con Cgil, Cisl e Uil per il prossimo 13 marzo. Un aspetto, questo, assente dal provvedimento depositato dai Democratici.

Come riporta Il Fatto Quotidiano, l’Italia è uno dei pochi Paesi UE a non essersi ancora dotata di una legge sul salario minimo. Tale norma è infatti presente in 22 Stati su 28. Nella quasi totalità dei casi viene indicato un salario minimo mensile (fissato ad esempio a 1.521 euro in Francia e 1050 in Spagna). Non mancano però Paesi in cui viene indicata una retribuzione minima oraria: è così in Germania (9.19 euro/ora), Gran Bretagna (8.21 euro/ora) e Irlanda (9.80 euro/ora).

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Daniele

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