Tav, non c’è accordo nel governo. È scontro frontale tra M5S e Lega

Di Maio ribadisce il No del M5S alla Tav e propone il blocco dei bandi. Salvini minaccia la crisi di governo: «Nessun ministro della Lega firmerà per fermare i lavori. Vediamo chi ha la testa più dura».

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Non è ancora stato raggiunto l’accordo sulla Tav. Movimento 5 Stelle e Lega restano arroccate sulle proprie posizioni, apparentemente senza alcuna possibilità di dialogo. Lo stesso presidente del Consiglio Conte, al termine del vertice di ieri, ha convocato una conferenza stampa nel corso della quale ha espresso tutte le sue perplessità sull’opera, di fatto mostrando una certa vicinanza alle posizioni dei pentastellati: «Anche io sono dubbioso. È una vicenda molto complicata, quindi noi ci siamo impegnati da tempo, la stiamo studiando e sviscerando», ha dichiarato.

Nella serata di ieri, il ministro Di Maio ha ribadito il suo No all’Alta Velocità Torino-Lione e la necessità di sospendere i bandi per la partenza dei lavori, «proprio perché stiamo ridiscutendo l’opera, come previsto dal contratto». Matteo Salvini, ospite di Diritto e rovescio su Rete4, ha replicato che «l’Italia ha bisogno di più infrastrutture, più strade, più ferrovie. Dobbiamo andare avanti bisogna sbloccare, aprire, scavare». Quindi l’affondo: «Di Maio dice di no? Vediamo chi ha la testa più dura», ha aggiunto il ministro dell’Interno. «Io sono cocciuto e andrò fino in fondo. Abbiamo speso un sacco di soldi per scavare per scavare tunnel e nessuno mi farà cambiare idea, per quanto mi riguarda si fa. Nessun ministro della Lega firmerà per fermare i lavori».

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Parole che non sono piaciute al leader pentastellato. «Sono sbalordito dalla minaccia di una crisi di governo che viene da Salvini. È un comportamento irresponsabile. E per cosa, poi? Perché noi chiediamo di far avviare un’interlocuzione tra il premier Conte, la Francia e l’UE che è dentro il contratto di governo e, allo stesso tempo, di non impegnare i soldi dei cittadini per un’opera che va ridiscussa?».

In una situazione così tesa, il premier Conte è chiamato a mantenere vivo il dialogo con la Francia e con la Commissione Europea per trovare una soluzione condivisa. Da Parigi non sembrano però intenzionati ad accogliere le richieste di Roma: in un comunicato diffuso ieri, la Tav è definita un «progetto di primaria importanza per gli scambi fra i nostri due Paesi e per l’Europa». «Il progetto Lione-Torino – si legge – è oggetto di un trattato bilaterale ratificato nel 2017 e beneficia di un finanziamento europeo per il 40% della realizzazione del tunnel transfrontaliero. La Francia ribadisce il suo sostegno al rispetto degli impegni presi e dei tempi di realizzazione».

Redazione La Clessidra

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