Arrivato l’ok definitivo del Senato al decreto sul salvataggio di banca Carige

Il decreto sul salvataggio di banca Carige è stato approvato con 209 sì, 0 no e 7 astenuti. Istituito un fondo pubblico da 1,3 miliardi di euro. Lo Stato farà da garante sulle passività di nuova emissione.

salvataggio di banca Carige

Con 209 sì, 0 no e 7 astenuti, il 6 marzo il Senato ha approvato definitivamente il decreto sul salvataggio di banca Carige, già approvato alla Camera lo scorso 13 febbraio. Con il provvedimento, il governo istituisce un fondo pubblico da 1,3 miliardi di euro che permetterà allo Stato di intervenire come ultima istanza per sottoscrivere azioni dell’istituto. È prevista inoltre la garanzia statale sulle passività di nuova emissione e sull’erogazione di liquidità di emergenza. Ogni 4 mesi, infine, il Mef dovrà riferire in Parlamento per rendere pubblici i nomi dei grandi debitori della banca.

Il decreto, inoltre, autorizza il Tesoro a concedere la garanzia di Stato, incondizionata e irrevocabile, sulle passività di nuova emissione fino al 30 giugno 2019 e fino a un valore nominale di 3 miliardi di euro. Per tutto il tempo in cui beneficerà della garanzia, Carige è obbligata a non distribuire dividendi, effettuare pagamenti su strumenti di capitale aggiuntivo, riacquistare propri strumenti di capitale primario o aggiuntivo e acquisire partecipazioni. Entro due mesi dalla concessione, infine, la banca dovrà presentare un piano di ristrutturazione che confermi la propria redditività e capacità di raccolta a lungo termine senza ricorso al sostegno pubblico.

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La necessità di intervenire per salvare l’istituto bancario genovese era emersa a gennaio, dopo il commissariamento da parte della Bce. In quell’occasione, il governo aveva approvato un decreto legge dal titolo «Disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio» che consentiva allo Stato di farsi garante sull’emissione di nuovi bond (come già avvenuto con le banche venete) e prevedeva la possibilità di ricapitalizzazioni a carico del Mef (come avvenuto con il Monte dei Paschi di Siena).

Secondo il premier Conte, il decreto avrebbe consentito di offrire «le più ampie garanzie di tutela dei diritti e degli interessi dei risparmiatori della banca Carige, in modo da consentire all’Amministrazione straordinaria, di recente insediata, di perseguire in piena sicurezza il processo di consolidamento patrimoniale e di rilancio delle attività dell’impresa bancaria». L’obiettivo, dunque, era garantire la solidità della banca al fine di tutelare correntisti e risparmiatori.

Redazione La Clessidra

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