F35, a giorni l’Italia pagherà i 389 milioni di euro rimasti in sospeso

La ministra Trenta ha annunciato che l’Italia pagherà i 389 milioni di euro in sospeso per l’acquisto dei caccia F35. Dopodiché «ci si fermerà per ridiscutere il programma».

f35

Nei prossimi giorni l’Italia firmerà l’atto di pagamento dei 389 milioni di euro necessari per l’acquisto dei caccia F35 ancora in sospeso. A confermarlo è stata la ministra della Difesa Elisabetta Trenta. Dopo l’acquisto, ha precisato, «ci si fermerà per portare avanti la ridiscussione del programma, su cui restano delle perplessità».

Il pagamento riguarda i lotti acquistati dal precedente governo e mai fatto partire. Dal ministero della Difesa hanno spiegato che il ritardo «è stato causato da una valutazione tecnica sulla commessa, che abbiamo terminato. Ora il dossier sui nuovi aerei è a Palazzo Chigi che dovrà decidere cosa fare. Occorre aprire una discussione che dovrà inevitabilmente arrivare fino al tavolo del presidente Trump». A ogni modo, riporta La Stampa, la statunitense Lockheed avrebbe espresso forte irritazione per il ritardo nel pagamento e avrebbe richiesto al Joint Program Officer dell’azienda di sospendere ogni rapporto con l’Italia.

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L’acquisto degli F35 fa parte del programma Joint Strike Fighter, a cui l’Italia ha aderito nel 1998 (governo Prodi). Da allora, l’impegno italiano è stato sempre confermato, seppure con una riduzione degli investimenti rispetto ai 15 miliardi inizialmente previsti. Il primo taglio è stato deciso nel 2014 durante l’allora governo Monti.

Il Movimento 5 Stelle è sempre stato contrario all’acquisto degli F35, e in campagna elettorale ha più volte annunciato l’intenzione di sospendere l’investimento. La stessa ministra Trenta, lo scorso luglio, aveva annunciato: «Quello che mi piacerebbe fare – aveva dichiarato – è alleggerire il carico poiché abbiamo altri impegni di spesa in Europa. Cercheremo di allungare le consegne anziché tagliare l’ordine, il che ridurrebbe le compensazioni e comporterebbe sanzioni». A inizio 2019, la ministra aveva aggiunto che «il programma sarà rivisto, nel rispetto degli impegni presi ma tenendo anche conto dell’interesse nazionale».

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Redazione La Clessidra

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